L’inchiesta sul Pd. «Dici a Petrosino che bisogna tirare di più su Fulvio». Intanto, Esposito si dimette. Molti nel Pd chiedono le dimissioni dei coinvolti

Scritto da , 16 febbraio 2016

QUARTA PUNTATA, in edicola oggi su Le Cronache

di Andrea Pellegrino

Il rapporto tra i rappresentanti nocerini e la segreteria provinciale è fitto. Nel giorno delle primarie per la scelta dei candidati al Parlamento è Nello Mastursi a coordinare i lavori da via Manzo. Ed è a lui, recentemente costretto alle dimissioni dalla carica di capostaff del presidente De Luca dopo una inchiesta romana, che si rivolge Enrico Esposito (Esa Costruzioni). I fatti sono dettagliati nell’inchiesta sulla variante in corso d’opera dei lavori per la realizzazione di Piazza della Libertà, affidati appunto alla Esa Costruzioni dei fratelli Esposito. Le intercettazioni sono inequivocabili, così come raccontato nei giorni scorsi su queste colonne. Nel giorno delle primarie Enrico Esposito, dopo aver organizzato tutto, si rivolge a Nello Mastursi. Da mandare in porto ci sono 200 schede da affidare alla coppia Bonavitacola – Lamberti. Ma durante le votazioni qualcosa sta andando storto. Il candidato locale Vincenzo Petrosino vuole preferenze solo per lui. Così Enrico Esposito, dopo un resoconto con Antonio Iannello si rivolge a Nello Mastursi: «Mi ha chiamato Antonio (Iannello, ndr) un po’ allarmato». Esposito confessa: «Ci sta un po’ di …di animosità da parte di di Vincenzo (Petrosino, ndr) che già ha imbustato 70…80 … 100 schede se non qualcosa in più…proprio sotto agli occhi!». Poi Enrico Esposito svela il meccanismo: «il 30% che vanno a votare veramente. Tenevo 500 elettori alle 14:00 e stavano 150 persone …allora mi devo portare lo media pure su quelli che vuoi imbustare. Tu già hai chiavato 100 voti dentro …». Così Mastursi consiglia: «Enrico…dici così: “Ho parlato con Nello. Va bene ma dobbiamo far salire a Fulvio, punto”. Non esiste…non dobbiamo discutere proprio perché se no Nello pone la questione sul seggio di Nocera, punto”. In questo momento è battaglia ferma”». Da qui l’ordine lanciato da Esposito al seggio di imbucare 200 schede per Bonavitacola.

 

Esposito si autosospende dal Pd Trotta, De Maio e Tafuro:  «Lo facciano tutti i coinvolti»

Enrico Esposito in procinto di lasciare il Partito democratico e pronto ad aderire al Gruppo misto in Consiglio comunale. Potrebbe essere questo uno dei primi effetti degli articoli pubblicati da Le Cronache sui brogli durante le parlamentarie del 2012 a Nocera Inferiore e che vedono coinvolti anche Esposito, i suoi colleghi consiglieri comunali Antonio Iannello e Massimo Petrosino e l’ex vicesindaco della città Vincenzo Petrosino. A chiedere le loro dimissioni da ogni incarico di partito, in verità, erano stati alcuni militanti de Pd nocerino e soprattutto tre consiglieri comunali che da poche settimane hanno aderito ai Democrat, gli avvocati Gianfranco Trotta e Paolo De Maio, e il presidente del Consiglio comunale Guido Tafuro. I tre esponenti del Pd in una nota avevano scritto: «Pur essendo garantisti, in quanto si tratta di indagini in corso e le responsabilità debbono essere accertate nelle sedi opportune, è evidente che la vicenda apparsa sugli organi di stampa, che vede coinvolti consiglieri comunali di partito, pone un problema di opportunità anche politica. A nostro avviso costituirebbe un gesto di responsabilità politica sia sospendersi dal partito democratico, unitamente agli altri tesserati coinvolti, che rassegnare le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Riteniamo occorra essere netti sul modo di fare che deve contraddistinguere l’operato di chi si propone democraticamente nel partito e si impegna quotidianamente per la propria città». In pratica, Esposito avrebbe anticipato la stessa richiesta dei suoi colleghi di scranno nelle assise cittadine. Il terremoto scatenato dalle scosse generate da Le Cronache non sembra esaurito. Lo sciame sismico potrebbe coinvolgere anche Antonio Iannello e Vincenzo Petrosino, determinando così uno stravolgimento degli equilibri politici in seno ai democratici nocerini il cui nucleo consiliare sarebbe rappresentato per la maggior parte da consiglieri subentrati successivamente nel gruppo del Pd e di sicura “fede” del sindaco Manlio Torquato, che in pratica metterebbe più che un piede in casa degli ex suoi competitor, in vista anche delle amministrative del 2017. Un sisma che potrebbe “sfrattare” anche molti iscritti storici del partito che già avevano mal digerito l’accordo con il sindaco dal passato in Alleanza nazionale, pur se molti di loro lo avevano votato al ballottaggio che gli permise l’elezione a primo cittadino di Nocera Inferiore.

 

Il partito democratico nocerino chiede le dimissioni 

«E’ una vicenda incresciosa». Così laconicamente Vincenzo Stile, membro dell’Assemblea nazionale del Pd, commenta quanto accaduto durante le parlamentarie 2012 a Nocera Inferiore con i presunti brogli che coinvolgerebbero Vincenzo Petrosino e i consiglieri comunali Antonio Iannello ed Enrico Esposito. Poche parole quelle dette da Stile, tra le uniche che fanno breccia nel muro di silenzio e di sconcerto che ha pervaso molti iscritti del Partito democratico dopo la pubblicazione delle intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta su Piazza della Libertà. Stile insieme a Giacomo Apicella, Alfonso Boffardi, Ettore Verrillo, Emiddio Siani, Paolo Donnarumma, Dina Pagano, Cristina Oliveto, Salvatore Forte, Vincenzo Stile, Renato Guerritore, Ilaria Granito, Nicola Maisto, Martino Coppola, Giovanni Attianese, Giancarlo Di Serio, Domenico Siniscalchi, Luciana Mandarino, Veronica Stile, Felice Ianniello, Raffaele Citarella, Luca Forni, Stefano De Prisco, Pina Scannapieco, hanno sottoscritto il seguente documento: «Le vicende riportate dagli organi di stampa che hanno coinvolto alcuni iscritti del Circolo Pd di Nocera Inferiore, ci lasciano sgomenti e ci impongono una seria riflessione. Negli ultimi anni, avevamo denunciato più volte il settarismo e l’autoreferenzialità che stavano connotando il circolo cittadino del Pd, consapevoli che la scarsa condivisione e la mancata partecipazione avrebbero potuto esporre a pericoli. La gravità di quanto emerso negli ultimi giorni, pur nell’assoluto rispetto delle persone coinvolte, rende inevitabile che i dirigenti coinvolti rassegnino le loro dimissioni dagli incarichi istituzionali e di partito. Tutto ciò, rende necessaria un’assemblea straordinaria, unico percorso possibile per salvaguardare il patrimonio umano e di valori da cui con passione e dedizione bisogna ripartire». Tra i firmatari del documento ci sono i candidati alla segreteria Pagano e Forni, rispettivamente rappresentanti di #Cambiamenti e de “Il partito che ci piace” oltre a Felice Ianniello, candidato sindaco del Pd. A questo punto potrebbe crearsi un nuovo asse all’interno del Pd che porterebbe in primo piano le due mozioni sconfitte al congresso del marzo dello scorso anno, semmai con un asse con i tre neoconsiglieri comunali (Gianfranco Trotta, Paolo De Maio e Guido Tafuro), creando le condizioni di un nuovo equilibrio che potrebbe travolgere Alfonso Oliva, attuale segretario del circolo Pd eletto dalla mozione “Insieme per” che contava su 400 tesserati, gran parte dei quali “influenzati” da Petrosino, Esposito e Iannello.

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