L’importante è fare “Bella Figura”

Scritto da , 7 novembre 2018
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di Olga Chieffi

Secondo effettivo appuntamento della stagione di prosa del Teatro Verdi di Salerno, domani sera, alle ore 21, con la produzione de’ Gli Ipocriti, Melina Balsamo e la regia di Roberto Andò, con cui si continua nel filone della commedia brillante e tragica, dopo la interessante prova di Giuliana De Sio e Isa Danieli ne’ “Le Signorine” di Giovanni Clementi, che ha inaugurato il tour nazionale proprio dal palcoscenico del nostro massimo. In scena, per una prima regionale, “Bella figura” di Yasmina Reza, una pièce del 2015, affidata ad Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Lucia Mascino, David Sebasti e Simona Marchini. La “tragedia divertente” pende molto più verso la tragedia che il divertimento. Una messinscena efficace e sicuramente funzionale alla struttura dell’opera basata su una trama semplice. L’autrice franco-iraniana anche in Bella figura conferma il suo tipico stile: trama ridotta all’osso e un testo focalizzato su dialoghi e accadimenti capaci di esaltare al massimo il realismo, rappresentando un vero e proprio estratto di vita quotidiana. Andrea (Anna Foglietta) e Boris (David Sebasti) sono due amanti che, in preda a un litigio, incontrano al ristorante una coppia di conoscenti: Eric (Paolo Calabresi) e la propria compagna Françoise (Lucia Mascino) festeggiano il compleanno di Yvonne (Simona Marchini), la tenera quanto svampita anziana madre di Eric. Tutti i personaggi saranno così coinvolti in un vortice di situazioni imbarazzanti. Al ristorante la situazione è esilarante e drammatica allo stesso tempo. Yvonne fa discorsi deliranti e si trova in grande sintonia con Andrea: entrambe infatti adorano i farmaci. Françoise, la moglie di Eric, invece è diffidente verso Andrea e, da brava amica di Patricia, fa la parte della moralista, esternando il suo imbarazzo per la situazione. Andrea, dal canto suo, vuole proprio che Françoise dica tutto a Patricia: vuole fare scandalo. Il personaggio di Andrea nella sua disperata esagerazione è il più depresso e pare che voglia toccare il fondo. Inizialmente quest’aspetto parrebbe essere di impedimento nella sua relazione con Boris, in quanto lei è una scheggia impazzita, poi però la disperazione pare accomunarla a questo imprenditore sull’orlo del fallimento, che in realtà è disperato quanto lei, ma senza il coraggio di confessarlo. La “bella figura” che dà il titolo allo spettacolo è quella che vorrebbero fare tutti i personaggi. Boris vorrebbe fare bella figura e non essere in fallimento. Andrea vorrebbe fare bella figura e urlare la verità agli ipocriti. Françoise vorrebbe fare bella figura mantenendosi l’amica ideale. Eric vorrebbe fare la bella figura dell’uomo forte. Yvonne, l’anziana madre, vuole fare bella figura con i suoi modi mondani e discorsi di maniera. Le scene sono in tutto quattro, ed offrono un breve ma genuino spaccato sulla vita di cinque persone. Nonostante la drammaticità dello spettacolo, il testo è ricco di humor, elemento tipico delle opere di Reza che rende sopportabile l’inevitabile immedesimazione e riconoscimento nelle debolezze dei personaggi in crisi.

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