L’essenza dell’ancia nella scrittura contemporanea

Scritto da , 3 giugno 2015

 

Questa sera, IV appuntamento con il Festival Santa Apollonia. In scena i sax di Nico Chirichella, Felice trotta e Arianna Riviello, il flauto di Raffaele palazzo e il clarinetto di Fabrizio Fornataro

 Di OLGA CHIEFFI

Oggi, alle ore 19, quarto appuntamento con il Festival di Musica da Camera Sant’Apollonia, giunto alla sua seconda edizione. Un evento, questo, nato dalla sinergia del conservatorio di Musica “G.Martucci” di Salerno, con un progetto del Dipartimento di Musica d’Insieme, presieduto da Francesca Taviani, da un’idea di Anna Bellagamba e la Bottega San Lazzaro del professore Giuseppe Natella che ospita la rassegna nella cornice della Chiesa di Santa Apollonia. Di scena gli strumenti ad ancia, il sassofono e il clarinetto, con il flauto, in una serata dal titolo Sassofoni e dintorni, che vede l’esecuzione di musica contemporanea. Apertura con quattro brani per due sax, eseguiti da Nico Chirichella e Felice Trotta al sax alto. Ascolteremo, il segno compositivo di Jean-Marie Leclair violinista francese e la sua sonata en Ut., in cui si concilia il gusto italiano con quello francese, in una pagina di non facile tessitura. Seguirà un animoso Tango for Two di un superbo sax tenore, docente dell’accademia di Strasburgo, Michael Alizon, col suo grido che rinnova l’energia, la libertà del suono primordiale che viene plasmato e trasformato in melodia da un’entità misteriosa e diabolica. Portatore di messaggi misti, il tango è ancora accerchiato dai luoghi comuni. Il pacchetto di aggettivi con cui lo si suole definire, sensuale, peccaminoso, trasgressivo, lascivo, scandaloso, ruffiano, finisce col banalizzarlo e limitarlo, ma questa pagina racconterà tutto un altro tango. Si passerà, quindi, al Paul Hindemith del suo Konzertstuck per 2 sax alti dedicato a Sigurd Rascher, rappresentante dell’intenzione di Sax che era giusto quella del musicista tedesco: ricerca sperimentazione timbrica, esuberanza, versatilità di un arco e potenza di un ottone. Estetica musicale che riflette anche la scuola italiana di questo strumento codificata proprio qui a Salerno dal M° Francesco Florio. Infatti, Raschèr e Mule rappresentano i due poli opposti del sax: apollineo, classico, elegante e, composto il rappresentante dello stile francese, aggressivo e sperimentatore il tedesco, che grazie alla sua capacità di ampliare sui sovracuti l’estensione del sax è riuscito anche a donare allo strumento un esteso repertorio grazie alle pagine a lui dedicate da Glazunov, Haba, Hindemith, Martin, Milhaud, Ibert e tanti altri. Il duo di Sax si congederà dal pubblico di Santa Apollonia con un Etude del concertista e virtuoso italo-americano Victor Morosco, medico musicista, latore di una scrittura immediata ed istintiva. La serata si concluderà con un’opera che ha appena cinque anni i Cosmic Portraits per quartetto di legni di Howard J. Buss, fantasiosa e molto comunicativa, priva di quei cerebralismo che caratterizzano la musica contemporanea, proposta da Raffaele Palazzo al flauto, Fabrizio Fornataro al clarinetto, Nico Chirichella al sax alto e Arianna Riviello al sax tenore. Archi con pianoforte domani, per una serata dedicata a Rachmaninov e Brahms, con l’esecuzione del Trio élégiacque n°1 del genio russo, con Lucia Giuliano al pianoforte, Erica Moffa al violino ed Antonio Ramous al cello e il quartetto op.25 in Sol minore di Johannes Brahms con Valeria Iacovino, al pianoforte, Kaisa Johanna Kaldma al violino, Giuseppe Giugliano alla viola e Thomas Brian Rizzo al cello.

 

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