Lesione all’aorta e decesso: tre chirurghi a giudizio

Scritto da , 26 febbraio 2016
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Causarono il decesso di una donna, Bergamo Fernanda,  per aver provocato, durante un intervento chirurgico, la lesione di una vena addominale. Ieri il Gup del Tribunale di Salerno, Donatella Mancini, ha disposto il rinvio a giudizio per tre chirurghi in servizio all’ospedale Maria Ss Addolarata di Eboli. Ieri pomeriggio la decisione del giudice che ha sciolto le riserve dopo la discussione, in udienza preliminare, di ieri mattina. Dovranno difendersi davanti ai giudici del tribunale di Salerno Giovanni Glielmo, originario di Avellino ma residente a Salerno, Rosa Apicella, originaria di Salerno ma residente a Campagna, e Mario Festi, originario di Benevento e residente a Battipaglia.  I tre chirurghi sono difesi dall’avvocato Paolo Carbone. L’accusa per i tre imputati è di omicidio colposo. Secondo il teorema accusato “per negligenza, imprudenza e imperizia nell’esercizio dell’arte medica, avendo proceduto quale chirurghi in servizio presso l’ospedale Maria Santissima Addolorata, ad intervento chirurgico su Fernanda Bergamo cagionavano una lesione di una vena addominale che determinava un lento sanguinamento che colava per gravità verso le regioni posterio dell’addome e non essendosi avveduti di tale lesione cagionavano la morte della donna per collasso circolatorio”.  Si sono costituiti parte civile i familiari della donna deceduta attraverso l’avvocato Arnaldo Forlenza del foro di Salerno. Oltre ai parenti della vittima anche il Ministero della Salute è ritenuto parte offesa mentre il responsabile civile viene individuato nell’Asl di Salerno costituitasi in giudizio attraverso l’avvocato Andrea Ruggiero. Il Gup del Tribunale di Salerno ha fissato ieri pomeriggio il giudici per i tre professionsta. La prima udienza il 21 marzo davanti al giudice monocratica della prima sezione penale. 

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