L’Ensemble Lirico a Cava è……

Scritto da , 29 Dicembre 2018
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Questa sera, alle ore 20,30 rivive in musica l’aula Consiliare di palazzo di Città, con il soprano Antonella De Chiara

Di OLGA CHIEFFI

 La grande musica promana dal cuore civico del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, che ha allestito con la direzione artistica di Antonia Willburger, una rassegna natalizia di grande qualità ed eterogeneità. Dopo le performance del pianista Pietro gatto, seguito a ruota dalla Big Band Swingtime diretta da Antonio Florio, che ha supportato un’eccellenza della grande scuola di tromba italiana, Aldo Bassi, questa sera, alle ore 20,30, l’aula Consiliare risuonerà delle arie più amate del melodramma. Di scena l’Ensemble Lirico Italiano, composto da Sergio Martinoli e Marco di Giacomo al violino, Giuseppina Niglio alla viola, Francesco Parente al cello e Luigi Lamberti al contrabbasso, con la partecipazione dell’arpista Gianluca Rovine e del soprano Antonella De Chiara. Formatosi in occasione dell’anno Verdiano 2013, l’Ensemble Lirico Italiano nasce dall’unione di un gruppo di musicisti che hanno maturato le loro esperienze musicali ed orchestrali nei teatri e nelle orchestre italiane più prestigiose, una formazione che si prefigge lo scopo di eseguire in formazione cameristica o piccolo sinfonica, ovvero con l’utilizzo di pochi strumenti, il repertorio della grande tradizione operistica con l’utilizzo di trascrizioni originali e dedicate, che rispettando il contenuto delle composizioni non perdendo il colore “sinfonico” della loro esecuzione. La serata principierà con un omaggio a Gioachino Rossini, nel centocinquantesimo anniversario della morte, con la più celebre delle sue sinfonie, quella del  Barbiere di Siviglia sulle note dell’ouverture del “Barbiere” di Rossini, con il suo Andante sostenuto d’apertura alternante accordi poderosi a brevi scalette e a note ribattute, misteriose e incerte, prima di cedere il passo all’Allegro con il primo tema, celeberrimo, giocato sulla lamentosa ripetizione del semitono discendente Do-Si, che pare mostrare ironicamente le tristezze della vita, e concludere in tonalità maggiore, con il famoso tema gaio e giocoso. Il soprano Antonella De Chiara esordirà nei panni di Cherubino, il paggio de’ Le Nozze mozartiane. Nell’opera si parla dell’amore in tutte le sue sfaccettature. Cosicché l’aria di Cherubino “Voi che sapete”, mentre fa comprendere la confusione dell’adolescente di fronte ad uno stato d’animo tanto soverchiante, si pone quale manifesto dell’eterno sentimento al suo primo destarsi. A seguire, la De Chiara lancerà il bacio più famoso e intenso della storia dell’opera italiana, quello di Mimì, la cui invenzione allarga a rosa la melodia e lo strumentale. Si continuerà con trascrizioni di due celebri valzer di Johann Strauss, “An der schonen blauen donau” al quale “Si deve soltanto accennare alle prime tre note della triade di Re maggiore, che tutte le facce s’accendono di entusiasmo”(Eduard Hanslick) il vero inno austriaco, e Trisch-Trasch polka, la virtuosistica Pizzicato Polka affidata agli archi. La De Chiara sarà Tosca, che soffre e recita la sua sofferenza, intonando quella pagina in sé molto efficace e musicalmente ben tornita, ma estranea all’economia del dramma che è “Vissi d’arte”. Finale con un omaggio alle grandi colonne sonore e musiche natalizie con Stille Nacht e il tradizionale Cantique de Noel.

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