L’energia delle percussioni salernitane

Scritto da , 2 febbraio 2014

L’energia positiva delle percussioni salernitane hanno portato il Conservatorio “G.Martucci” a conquistare i quarti di finale nel concorso bandito dalla Rai che vede a confronto i diversi istituti musicali d’Italia. Il quartetto di percussioni composto da Giovanni Caiazza, Nicola Montefusco, Maurizio Pagnotta e Mario La Rocca, preparati perfettamente dalla loro docente Mariagrazia Pescetelli, hanno stracciato il quartetto di clarinetti del conservatorio di Teramo. Il brano che i ragazzi hanno proposto è stato “Stinkin’ garbage” di Ed Argenziano, una composizione per bidoni di immondizia. Il pubblico è stato convinto dalle coreografie accattivanti e iscrizioni sui bidoni di vernice significative, quali “pensa positivo”, simbolo dell’energia del tamburo parlante che caratterizza la musica delle terre calde, di tutti i Sud del mondo, dall’Africa al Brasile, al Mediterraneo nelle cui arterie scorre il ritmo, suona la contaminazione tra tradizione e innovazione, suona il ritmo tribale e suona la voglia di fare, di smemorarsi e di evocare un mondo sotterraneo, vulcanico che ci appartiene, dove il nascosto chiede con maggiore insistenza e da più tempo di farsi luce, ed è qui che può diventare più poroso e friabile il muro che divide il “sopra” e il “sotto”, l’ “al di qua” e l’ “al di là”, l’arcaico e il presente, l’immaginario e il reale, in uno psicodramma che nei secoli, è riuscito a penetrare la cultura e il suolo, in cui il teatralizzato, visualizzato e magnificato, parla da sempre e più intensamente all’inconscio, nella sua nudità più crudele ed esibita. Abbiamo intuito tutto ciò nei bidoni di vernice dei ragazzi salernitani, le suggestioni, le intonazioni, le evocazioni che si sono trasformate in un canto euforico, capace di esprimere l’eterno incanto dei sensi completando la memoria collettiva con il vigore ritmico e l’aggressività espressiva che si trasforma in eterna sfida, in danza. Un agone che ha visto i nostri portacolori opposti al quartetto di clarinetti  dell’ Istituto Superiore di Studi Musicali Braga di Teramo, composto da David Perpetuini, Ilaria Profeta, Gabriella Andreone (clarinetti in Si bemolle) e Alessia Centofanti (clarinetto basso) allievi dei maestri Romeo Petraccia e Federico Paci, i quali hanno proposto la cavatina di Figaro dal Barbiere di Siviglia di Rossini “Largo al factotum”. Niente da fare per gli studenti abruzzesi, con quel Rossini che ha certo misteriosi poteri con le sue musicali creature vive, realizzate a tratti vigorosi, a tinte vivacissime, dal rilievo robusto, e piene d’una allegria così perenne e briosa da dar l’impressione che abbiano cento diavoli in corpo, un Figaro che con il suo virtuosistico “scioglilingua” ha mandato il secondo clarinetto “nelle chiavette” per dirla nel gergo degli strumentisti a fiato. Gli spettatori hanno decretato un definitivo 41 a 59 per la nostra massima istituzione musicale, che ora dovrà pensare ad una nuova formazione per affrontare degnamente i quarti di finale e volare, così, tra i primi quattro conservatori d’Italia.

Olga Chieffi

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