Legge Severino, si torna in Tribunale

Scritto da , 10 gennaio 2017

di Andrea Pellegrino

C’è la riassunzione del processo a carico di Vincenzo De Luca sul caso Severino al Tribunale di Napoli. L’udienza è stata fissata dal presidente della prima sezione civile per il prossimo 3 marzo. La riassunzione è stata proposta da Movimento Cinque Stelle, assistito dall’avvocato Oreste Agosto, all’indomani della pronuncia della Corte Costituzionale che ha messo in salvo la «legge Severino». Il procedimento che vedeva protagonista il governatore della Campania, sospeso dal governo Renzi per effetto della Legge Severino per una condanna in primo grado nell’ambito del processo sul Termovalorizzatore di Salerno, conclusosi con l’assoluzione di tutti gli imputati, inizialmente aveva rimesso in sella il presidente della Regione in attesa della decisione della Consulta. Ora, dunque, si ritorna in aula ad inizio marzo, con l’avvocato Oreste Agosto certo che la giustizia si pronuncerà rispetto alla controversa vicenda del governatore De Luca. «E’ stato sempre abusivo – dice il legale – e doveva essere sospeso. Così come ha stabilito la Corte Costituzionale». Tra l’altro quel procedimento è finito anche al centro di una inchiesta penale aperta dalla Procura di Roma che ha coinvolto, tra gli altri, l’allora giudice relatore Anna Scognamiglio e l’ex capo della segreteria di Palazzo Santa Lucia, Nello Mastursi. Proprio ieri al Csm è iniziato il procedimento a carico del giudice Scognamiglio, già trasferita ad un altro tribunale. In sede penale la giudice è accusata di induzione alla corruzione e l’udienza preliminare ci sarà tra meno di venti giorni, il 25 gennaio prossimo. Il 18 toccherà a Nello Mastursi. Ieri è stato ascoltato, invece, al Csm il magistrato Raffaele Sdino, uno dei componenti di quel collegio giudicante: «Fummo tutti d’accordo sulla sospensione in attesa della decisione della Corte Costituzionale – ha raccontato Sdino, sostenendo che – «non si trattò di una decisione a sorpresa»: la pronuncia venne preceduta da diverse riunioni «informali e il nostro convincimento si era già formato nei giorni precedenti». Davanti alla Sezione disciplinare del Csm, Scognamiglio, risponde dell’accusa di non essersi astenuta dal procedimento su De Luca nonostante suo marito aspirasse a un incarico dirigenziale nella sanità campana. Le viene contestato anche di aver rivelato al coniuge notizie riservate su questo e altri procedimenti connessi; informazioni di cui questi «si avvaleva – scrive nell’atto di incolpazione la procura generale della Cassazione – per accreditare la possibilità di condizionare le decisioni della moglie e dei giudici del tribunale in favore del dott. De Luca». L’intento era quello di “esercitare, tramite altre persone, pressioni” sul governatore,” finalizzate a ottenere, in danno di altri aspiranti, la nomina alla presidenza di una Asl nella Regione Campania”. La difesa del magistrato aveva chiesto di sospendere il procedimento disciplinare in attesa della decisione del giudice penale. Richiesta a cui si è opposto il rappresentante della procura generale della Cassazione Alfredo Viola e che è stata respinta dalla Sezione disciplinare. Il processo riprenderà il 15 maggio prossimo.

Consiglia