Lega, Gerardo Del Guacchio: «Sport e inclusione, con noi si può»

Scritto da , 7 giugno 2018
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Adriano Rescigno

Persona umile conosciuta e stimata da tutti ha dato e sta dando tanto allo sport e a tanti giovani, con la sua opera di maestro di arti marziali ma anche educatore e formatore di giovani ragazzi e ragazze. nel suo curriculum sportivo c’è di tutto ma quello che spicca e’ la passione la costanza e’ l’amore per lo sport e per i tanti allievi che negli anni sono passati sulla sua strada. Gerardo Del Guacchio, con alle spalle diverse esperienze politiche ha scelto di schierarsi per il centrodestra, al fianco di Francesco Pastore, tra le file della Lega. Adriano Rescigno «Conosco Francesco da quando era piccolo. Conosco la madre, Anna e la zia Filomena La Marca, campionesse a livello internazionale di arti marziali Era un mio allievo di taekwondo Francesco, un ragazzo intelligente e con grande voglia di fare, ora è un uomo straordinario, capace e competente, la sua candidatura a sindaco mi ha convinto ad intraprendere questa avventura elettorale, in una vera e propria battaglia elettorale tra tante persone eccezionali, efficaci ed efficienti e che hanno davvero voglia di ingranare la marcia del rilancio per la città di Pontecagnano Faiano».

Una volta entrato in Consiglio comunale la sua materia di competenza sarà lo sport, quanto c’è da fare in città? Cos’ha in programma per i giovani?

«Pontecagnano necessita di un palazzetto dello sport nuovo e di una piscina comunale. A tal proposito stiamo lavorando ad un consorzio di persone, non imprenditori, che grazie ad una tassazione minima di 1000/1500 euro, che recupererebbero in massimo tre anni, riusciranno a realizzare una piscina in città. I terreni già ci sono, addesso aspettiamo l’insediamento dell’amministrazione per continuare il sogno. Per i giovani invece penso ad un progetto di CardSport, dove i ragazzi dai 4 agli 11 anni vengono inseriti in un circuito che gli permetta di praticare tutti gli sport e poi indirizzato verso quello che più loro si addice ed inserirli poi nei circuiti del Coni per un futuro da sportivi o da tecnici. I ragazzi così potranno essere inseriti nel mondo del lavoro, e nel mondo dello sport c’è tanto da fare, ripercorrendo quanto è stato da me realizzato all’interno del carcere di Fuorni dove tanti ragazzi si sono riavvicinati ad una società che li aveva emerginati grazie allo sport ed al lavoro che da esso proviene. Sarà la nostra una Pontecagnano a misura di tutti, che non lascia indietro nessuno, con maggior riguardo verso i giovani»

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