L’easy jazz di Serena Brancale

Scritto da , 18 maggio 2016

La giovane vocalist che si è fatta notare tra le giovani proposte di Sanremo sarà ospite, questa sera della Salerno Jazz Orchestra, in concerto al teatro Augusteo

Di Olga Chieffi

 

Ritorna questa sera, alle ore 21,30 sul palcoscenico del teatro Augusteo, la Salerno Jazz Orchestra, diretta da Stefano Giuliano. Ospite di questo concerto sarà la giovanissima vocalist Serena Brancale la quale ha impressionato il pubblico del Festival di Sanremo con il suo brano “Galleggiare”. L’orchestra, infatti, sosterrà Serena nell’esecuzione di alcune delle nove tracce del suo primo album, che racchiude tutto il suo amore per il jazz, il funk, il reggae e la musica soul. Serena descrive così il suo disco: “Galleggiare” è un dipinto dove “La mia anima” è protagonista a tutto tondo e cammina nuda tra le terre di Puglia tra “grano e vento”. Ho aspettato tanto questo momento. Il momento in cui chiudi un capitolo importante della tua vita con un disco che ti riconosce a pieno”. Facendo scivolare un’attitudine jazz dentro la scatola preconfezionata del pop, leggera e a volte rigida, e facendo poi entrare un’attitudine pop, dissacrante nell’affrontate i canoni accademici e quasi sacri del jazz, è sbarcata sul palcoscenico di Sanremo, con naturalezza, ma facendolo con una musica, swing che non è esattamente l’ultimo grido, in Italia. Un omaggio al jazz, chiaramente, ma fatto con leggerezza, senza farsi fregare dalle gabbie e dai codici. Sul palco salernitano ci si confronterà anche con gli standard del jazz, quelli su cui si è formata, quelli che hanno fatto da base per la sua ascesa. Una sfida, certo, perché poi fare i conti col proprio repertorio prende un altro sapore, ma un modo per rifare propri dei brani che già propri erano, senza star lì a fossilizzarsi se il canto non è esattamente dentro i canoni, se i puristi di entrambi i generi avranno qualcosa da ridire, un omaggio è un omaggio. Un omaggio in cui sono entrati classici di ritmi diversi, perché la musica non è solo melodia, ma anche armonia e ritmo. L’icona della serata sarà la grande Dee Dee Bridgewater, cui la Brancale si ispira, senza mai lasciarsi andare quasi mai a tripli salti mortali né a strabilianti effetti speciali, ma si trasforma in un fiume in piena che scorre nelle orecchie ed – ancor prima – nelle vene, un magma di sensazioni e di emozioni che sa essere fluido ed avvolgente oppure impetuoso e devastante, energia allo stato puro ovvero impareggiabile dolcezza, ambrosia distillata, che la vede impegnata più che a riempire a togliere, più che a urlare a sussurrare, più che a stupire a far innamorare.

 

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