“Le Troiane”, l’orrore senza tempo della guerra

Scritto da , 5 agosto 2014
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Troia e Gaza sono terribilmente vicine. Tutti i conflitti portano con sé lo stesso carico di sofferenze ed è questa continuità che il regista Antonello De Rosa ha voluto sottolineare (attraverso abiti moderni e un frequente ricorso alla lingua napoletana) con “Le Troiane”, lo spettacolo ispirato alle opere di Euripide e Sartre frutto di uno stage di 45 ore, a conclusione della sua rassegna Il gioco serio del Teatro presso il complesso di Santa Sofia. Lo sgomento dinanzi alla distruzione si percepisce fin dalle prime battute. Compaiono all’ingresso donne che si riparano con un ombrello mentre il rumore della pioggia sovrasta tutto: proprio come l’acqua, lo scontro porta via ogni cosa con sé, vite, memorie, certezze. Un uomo vestito di bianco, quasi una luce che voglia ostinatamente opporsi al buio del nulla, ricorda come una mantra che “la guerra è una cicatrice nel cervello degli uomini”. Gli stessi vincitori, in effetti, sono segnati da ciò che compiono, come se il trionfo non potesse fare a meno di avvelenarli (la paura che si cela dietro la tracotanza di Agamennone, la sfrontatezza di Ulisse che non lo preserva dal rimosso, l’angoscia di Menelao) e appaiono nel momento dell’ubriachezza emergendo da un gigantesco telo nero. Una scelta precisa: sono usciti dal ventre del cavallo di legno e portano con sé le tenebre della rovina. La danza in maschera dinanzi al sacrificio di Polissena e il canto di guerra che precede il corteo funebre di Astianatte mescolano la vertigine che nasce dalla sopraffazione e l’urgenza di raccontare le proprie ferite. La bambina che nel finale invita a fermare la strage palestinese con dei cartelli e l’uso straniante del “Va, pensiero” alludono a un’ansia di liberazione che non può più essere disattesa. Se Monica Maiorino e Margherita Rago, rispettivamente Ecuba e Andromaca, gareggiano nella passione con cui affrontano il proprio ruolo, tutto il cast (Simona Fredella, Carla Damiani, Rossella De Martino, Andrea Guastafierro, Antonio Coppola, Rosario Volpe, Mario Perna, Alessandro Tedesco, Umberto Notini, Gerardo Trezza, Fiorenzo Pierro, Luca Tastardi, Massimiliano Costabile, Pietrangelo Califano, Teresa Massaro, Angela Ricciardi, Rosa Canfora, Fortuna Imparato, Serenella Alois, Alessandra Zaccagnini, Daniela Guercio, Rosalia De Blasio, Lucia Falciano, Valeria Santoro, Marianna Monaco, Brunella Peduto, Francesco Vellone, Marianna Avallone) si consacra senza mezzi termini alla messinscena.

Gemma Criscuoli

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