Le tematiche di fine vita

Scritto da , 16 Dicembre 2018
image_pdfimage_print

di Aniello Palumbo

Di fine vita, di alimentazione e idratazione artificiale, di obiezione di coscienza, di biotestamento, ma soprattutto di dignità della persona e di rispetto della vita umana si è parlato martedì sera, nella sala dell’Ordine dei Medici di Salerno, durante il convegno organizzato dalla presidente dell’Associazione Mogli Medici Italiani (AMMI), Nietta Carucci Penta, che ha invitato a relazionare su queste tematiche il dottor Giuseppe Battimelli, vice presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) e vice presidente nazionale della Società Italiana per la Bioetica e Comitati Etici (SIBCE). “L’AMMI cerca sempre di approfondire tematiche di grande attualità” – ha spiegato la presidente Nietta Carucci – “ L’incontro di questa sera segue le linee di indirizzo nazionali dell’associazione che privilegiano l’aspetto della deontologia medica, che impone per il medico non il ruolo di mero notaio, esecutore di compiti burocratici, ma quello di autentica presenza, attiva e partecipe, accanto e per il malato”. Il dottor Battimelli, autore di diverse pubblicazioni che trattano di Bioetica, Etica e Deontologia Medica ( ha pubblicato da poco il suo nuovo libro:” Temi e dilemmi della bioetica”), ha espresso alcune perplessità in riferimento alla legge sulle Dat (le Disposizioni Anticipate di Trattamento):”E’ una legge grigia, nella quale non si fa un preciso riferimento all’obiezione di coscienza del medico che è una prerogativa a cui i medici tengono moltissimo; l’alimentazione e l’idratazione artificiale con questa legge sono considerati dei trattamenti sanitari e quindi, come tutti i trattamenti sanitari, per essere iniziati o proseguiti, hanno bisogno del consenso libero e informato della persona interessata. Noi sosteniamo che in alcuni casi come la SLA, gli stati comatosi, i disturbi neurovegetativi, il trattamento sanitario coincide con una forma di assistenza diretta al malato per cui, in questi casi estremi, sospendendo o rinunciando all’alimentazione e all’idratazione artificiale si porta a morte il paziente. Paventiamo anche una sorta di surrettizia forma di eutanasia per omissione. Nella legge, inoltre, viene preclusa la possibilità di sollevare l’obiezione di coscienza a quelle strutture sanitarie che hanno un codice etico che può confliggere con la normativa approvata: questa disposizione contrasta con le norme della nostra Costituzione che disciplinano anche i rapporti tra Stato e Chiesa”. Il dottor Battimelli ha ricordato le dolorose e tragiche esperienze vissute da Piergiorgio Welby Eluana Englaro, Giovanni Nuvoli, e in particolare di Dj Fabo, che è stato aiutato dall’esponente radicale Marco Cappato, imputato per questo, a raggiungere la Svizzera per ottenere il suicidio assistito:” La Consulta, con un’ordinanza, ha rimandato a settembre dell’anno prossimo le decisione in merito all’agevolazione al suicidio, invitando il Parlamento ad intervenire: noi vorremmo che il legislatore tutelasse la difesa della vita che è un principio che va vissuto laicamente. Noi sosteniamo il Favor Vitae: non esiste una bioetica laica e una bioetica cattolica”. Il dottor Battimelli concorda invece sull’accanimento terapeutico:” E’ legalmente, deontologicamente e moralmente da proscrivere: noi non siamo tenuti a vivere a ogni costo, ma il medico per la sua posizione di garanzia del paziente cerca di custodire la vita umana che è il primo bene”. Secondo il dottor Bittarelli la strada da seguire è quella prevista dall’articolo 5 della legge, che parla della condivisione delle cure:” Anche noi sosteniamo una pianificazione condivisa delle cure: man mano che la malattia progredisce, il medico, l’ammalato e i familiari, possono, di volta in volta, condividere la cura in una sorta di alleanza terapeutica”. Dopo i saluti del dottor Giovanni D’Angelo, Presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno, che ha parlato della responsabilità medica alla luce della Legge Gelli – Bianco:” Il risarcimento è del tutto legittimo, ma il medico deve poter lavorare con tranquillità: ci vorrebbe più empatia tra medico e paziente”. Le conclusioni sono state affidate al dottor Bruno Ravera, Presidente Emerito dell’Ordine, il quale ritiene che la legge sulle DAT sia una buona legge :” E’ utile, necessaria, bisognevole però di alcune modifiche importanti come quella dell’obiezione di coscienza”.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->