Le primarie di Vendola a Salerno: «Il mio Governo? Senza quote rosa»

«Renzi e Bersani? Uno fa discorsi filo-liberisti, l’altro è tutto un “vorrei ma non posso”. Da presidente del Consiglio eliminerei le quote rosa, uomini e donne in egual misura». Si è presentato così Nichi Vendola, governatore della Puglia e leader di Sel, aprendo la sua corse alle primarie anche a Salerno. Nella mattinata di ieri, infatti, Vendola si è espresso nell’aula di Scienze Politiche all’Università di Salerno ed ha toccato diversi punti e problematiche: «La prima cosa che farei da presidente del Consiglio sarebbe formare un governo di donne e uomini in egual misura. Un Governo fondato sul rifiuto delle quote rosa e sulla parità di genere. Io la prima cosa che ho fatto quando sono stato eletto presidente di regione è stato vergognarmi perché nella Puglia il consiglio regionale era fatto di 67 maschi e 3 donne, io mi sono ribellato a questa mutilazione della democrazia. Ho composto subito un governo regionale di 7 uomini e 7 donne».
Vendola ha poi parlato delle primarie del centrodestra: «Sulle primarie del centrodestra penso che siano un momento di chiarificazione, penso che sia giusto che ognuno nel suo campo faccia le primarie, per un po’ è sembrato che il centrodestra volesse farsi le primarie del centrosinistra ma ognuno deve fare il suo».
Il governatore si è poi espresso sulle primarie del centro sinistra e su i suoi avversari Renzi e Bersani: «io non ho mai apprezzato il carico demonizzante su Silvio Berlusconi ma apprezzo il disprezzo sul berlusconismo. Ora bisogna fare i conti con il berlusconismo che è ancora sulla scena ed esiste anche nella sinistra italiana. Vorrei rispetto per i miei avversari, io sono alternativo a Renzi per tante ragioni. La rottamazione che io auspico e quella del liberismo, cioè una stagione politico culturale che ha imprigionato il mondo e lo ha messo a rischio. Renzi è molto ambiguo in questo ed un conservatore che porta continuità con quello che si è fatto negli ultimi trent’anni in Europa. Sono anche “competitor” di Luigi Bersani, la sua piattaforma è quella del “vorrei ma non posso”, un dissenso docile nei confronti di politiche che invece devono essere contrastate duramente. La sua critica si ferma al mal di pancia, io sono nella piattaforma del “vorrei e posso”. L’antiliberismo di Bersani non è cocente sul piano politico, l’antiliberismo di Renzi io non lo vedo, anzi, a volte vedo anche esternazioni filo liberiste, oppure Vendola – dice sorridendo il governatore della Puglia che parla anche del suo caso giudiziario: «Siamo sotto al cielo, quindi bisogna considerare qualsiasi eventualità, io sono sicuro della mia innocenza in un processo in cui vengo giudicato perché un concorso per primario si è concluso con l’assunzione di un primario, il più bravo, non era amico mio e non era neanche mio elettore. Di questo stiamo parlando e non di mazzette, camorra e corruzione. Tuttavia ieri le accuse nei miei confronti sono state sostanzialmente ritrattate, l’accusa ha chiesto 20 mesi ed io aspetto la sentenza di mercoledì. Le funzioni pubbliche devono essere esercitate con onore, io intendo fare questo e se dovessi essere condannato rivendico il diritto di difendermi da onesto cittadino, senza coinvolgere le istituzioni nelle mie vicende di giustizia. Se sarò assolto, come mi auguro, continuerò a prestare la mia voce al mondo del lavoro».