Le pazienti in attesa e il vaccino. Parla il ginecologo Miele

Scritto da , 4 Novembre 2021
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Di Andrea Orza

 

 

Quali conseguenze ha avuto il vaccino sull’equilibrio psicofisico delle donne? In che modo la maternità è cambiata negli ultimi anni? Il dott. Gianmarco Miele, ginecologo presso la Casa di Cura Villa del Sole a Salerno e la Clinica Malzoni ad Avellino parla delle ultime novità nel suo ambito, facendo da contraltare al dogmatismo maschilista attardato e fuori tempo che immagina la donna come una clessidra con data di scadenza.

 

In che modo la stressante girandola quotidiana incide sul metabolismo femminile?

 

“Le donne oggi, hanno cambiato radicalmente il proprio stile di vita. Molte si ritrovano ad essere contemporaneamente madri e donne in carriera e questo incide profondamente sull’equilibrio femminile, oltre che sulla routine quotidiana. Negli anni il ruolo della donna si trasforma a seconda del contesto. Nel mio ambito è necessario tener conto anche dei mutamenti storico sociali. Si sente parlare della rivalutazione della terza età, ma questo è un discorso che non riguarda i meccanismi biologi piuttosto una nuova prospettiva genitoriale, che prevede un lieve posticipo delle gravidanze. Per il resto, la clessidra fisiologica rimane la stessa, dalla comparsa del primo menarca intorno agli 11-16 anni, fino alla menopausa, compresa dai 48 anni in su. La scadenza biologica persiste in termini di fertilità, ma le possibilità offerte dalle nuove tecnologie sono infinite.”

 

 

Molte donne hanno lamentato delle variazioni sul regolare ciclo mestruale, una condizione che si è presentata subito dopo il vaccino. Una bufala o una questione da risolvere?

 

“Di recente sono state raccolte delle segnalazioni, ma le cifre raggiungono appena allo 0,5% dei casi. Le pazienti vaccinate devono rasserenarsi rispetto la questione, oltretutto il vaccino è stato testato. Più in generale, questo vale per ogni tipo di virus, anche per quelli specifici che vengono inoculati allo scopo ridurre il rischio di contrarre malattie da parte dell’apparato proposto. Inoltre, i disordini del “ciclo mestruale”, qualora dovessero comparire dopo la prima o seconda dose, si ristabilizzano in poco tempo e soprattutto non inficiano la salute riproduttiva. Nonostante tutto, ingenti somme di denaro, parliamo di milioni, vengono investiti per fare ricerca sulla problematica che è stata ormai sollevata dall’F.D.A. (Food and Drug Administration). Quindi presto si avranno risposte più certe.”

 

Quali sono gli sviluppi attuali nell’ambito della ginecologia?

 

“Il ruolo delle tecnologie è stato determinante per estendere l’offerta ginecologica. Anche se un numero ridotto di persone è ancora deciso ad avere figli alla canonica età di vent’anni, quando si è maggiormente produttivi, gran parte della popolazione preferisce prima stabilirsi economicamente e poi includere l’opzione di “mettere su famiglia”. Oggi, viene data l’occasione di procrastinare fino ai quaranta. Grazie alle tecniche della procreazione medicalmente assistita, la crioconservazione degli ovociti e la scelta dell’ovodonazione, vi è un’ampia gamma di opzioni che rimandano il grande passo. Un altro punto su cui occorre soffermarsi, riguarda il dibattito sulle transizioni di genere. In questo caso, la Campania offre delle cliniche specializzate per chiunque voglia iniziare un percorso simile. È necessario però, porre particolare attenzione perché si sappia che oltre ad essere a suo modo rischioso è anche una rotta irreversibile. Noi ginecologi, in questo caso, lavoriamo in team insieme ad esperti psicologi per accompagnare il paziente verso la meta che verrà completata solo a seguito dell’intervento chirurgico.”

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