Le nuove strade della musica contemporanea

Scritto da , 21 agosto 2016
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Oggi, dalle ore 21 nel cortile del Castello Marchesale di Camerota, doppio concerto con il New Made Ensemble Duo di Bertolini e Negri e l’Itai Doshin Trio di Pagliano, Chiariello e Miele

Di OLGA CHIEFFI

Penultimo appuntamento, questa sera, a partire dalle ore 21,  nell’incantevole scenario del Castello Marchesale di Camerota del cartellone per la IV edizione del Camerota Festival, allestito dall’Associazione Culturale-Musicale Zefiro, presieduta da Giuseppe Marotta e diretta dal compositore Leo Cammarano, per un doppio concerto. L’improvvisazione e la variazione rappresentano in musica i percorsi di unità e divergenza di tutti i generi, una “semplice” complessità in cui la manipolazione del materiale sonoro definisce strutture e modelli la cui interazione genera sistemi a livelli crescenti di astrazione. La ragione semantica della musica emerge, nel continuo divenire del “ludus harmonicus”, il gioco dell’invenzione e della mutazione, come una indescrittibile ed immanente intuizione del noumeno. Dalla nascita della musica il binomio variazione-improvvisazione ha attraversato l’intera letteratura musicale e se nell’atto della variazione come scrive Nielsen “Si debba vedere più che una elaborazione del tema un ripensamento di esso, ripensamento che porta a superare il punto di partenza, cioè il dato di fatto iniziale che nella variazione dovrà essere in sè compiuto, in un certo senso autosufficiente, un microcosmo già formato che va interpretato e rinnovato mediante una valorizzazione delle sue risorse e possibilità”, l’estemporaneità dell’esecuzione e l’immediatezza dell’invenzione riconducono questa particolare prassi esecutiva alle caratteristiche proprie dell’improvvisazione, dunque all’elaborazione di nuovi temi che, generati dall’idea di partenza, se ne discostano al punto da non conservare, in apparenza, alcuna affinità. Queste due pratiche con le proprie convergenze e deviazioni assurgono a simbolo del jazz.  Sono questi gli assunti su cui verrà “giocato”, questo doppio concerto che vedrà in apertura il New Made Ensemble Duo, composto dal clarinettista Raffaele Bertolini e dal violinista Raphael Negri e in seconda pedana intorno alle ore 22, l’Itai Doshin Trio con Gabriele Pagliano al contrabbasso, Francesco Chiariello al pianoforte e Lucio Miele alle percussioni. Il duo proporrà un programma dal titolo Around Bach, in cui ritroveremo le Invenzione a due voci, in Re min, n 4, BWV 775, in in Mib Magg, n. 5, BWV 776, in Do minore BWV 773, e la n°8 in Fa Magg, BWV 779, attraverso cui, a detta di Bach s’imparava il cantabile, ovvero la composizione estemporanea, o la II Suite in Re minore BWV 1008 per cello solo, affidata al clarinetto basso, in cui l’exercitium è il solo terreno sul quale si conquista e acquisisce il significato della musica. Nella II Suite in re minore l’elemento essenziale del linguaggio armonico, l’accordo, viene dunque proiettato al centro della scena e quindi sottoposto a un’incessante proliferazione di varianti come in una sorta di ricercare. L’Allemande, la Courante e la Sarabande interpretano ciascuno con il proprio stile il tema della triade, sottolineando di volta in volta il carattere orizzontale o verticale della scrittura. Anche in questo caso è la coppia di Menuetti a rappresentare nella forma più nitida il contrasto di stile, contrapponendo non solo il linguaggio polifonico del I al rigoroso carattere monodico del II, ma anche il modo minore al modo maggiore. Il violino invece, si cimenterà con la Partita in Re minore n°2 BWV 1004, che chiude con la celebre Ciaccona, una delle vette dell’arte bachiana, una delle pagine universalmente esaltate della musica strumentale, ricca delle più ardite figurazioni del virtuosismo violinistico. Le danze delle due opere bachiane saranno intercalate da brani di musica contemporanea, quali Ads di Umbero Bombardelli per clarinetto basso, Not Far di Rossella Spinosa per violino e Dimmi della Notte di Andrea Nicoli per violino e clarinetto basso. Alle 22, ribalta per l’Itai Doshin Trio, gruppo giovanissimo nato da solo due anni. Itai Doshin significa “diversi corpi, stessa mente”, indica infatti viaggiare nella stessa direzione in un naturale processo fatto anche di cambiamenti, trasformazioni ed evoluzione. La formazione presenta un repertorio di brani inediti, quali Ku, Forme illogiche di interazione, Look’s bach to Bach o Moon Beauty, fortemente legati al jazz contemporaneo, contaminato dalla ricerca di nuove sonorità e sperimentazioni.

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