Le nuove leve dello spaccio di droga nell'Agro nocerino e i loro acquirenti - Le Cronache
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Le nuove leve dello spaccio di droga nell’Agro nocerino e i loro acquirenti

Le nuove leve dello spaccio di droga nell’Agro nocerino e i loro acquirenti

I sette articoli pubblicati il 14 gennaio 2017

—–Ecco le nuove leve dello spaccio. In 14 finiscono in manette
I pusher rifornivano di cocaina giovani e professionisti di Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e Pagani
Quasi tutti incensurati agivano come cani sciolti e stavano crescendo nel panora,a criminale dell’Agro

I vari gruppi partivano dalle loro basi nella periferia paganese, angrese e santgidiese per vendere droga

Operazione antidroga dei carabinieri di Nocera Inferiore e del pm Roberto Lenza sbaraglia le nuove leve dello spaccio. Tutti giovani impiegati a pieno titolo nello spaccio di cocaina tra Pagani, Sant’Egidio e Angri. Nomi nuovi, qualcuno con parenti altisonanti nel panorama criminali, ma tanti giovani alle prime armi che avevano messo su un spaccio di droga in maniera semplice, grazie forse all’assenza di gruppi predominanti, dopo i continui repulisti effettuati dai carabinieri nell’Agro nocerino. La maggior parte sono incensurato, tant’è che il Gip ha disposto 13 ordinanze di custodia cautelari ai domiciliari e per uno solo, visti i precdentei, Antonio Tortora, gli arresti in carcere. Ieri mattina, per i 14 indagati, l’amaro risveglio dato loro dai carabinieri del reparto operativo di Nocera Inferiore che hanno impiegato cento uomini nell’arrestarli.
I 14 rifornivano giovani come loro ma anche professionisti di Pagani e dei comuni limitrofi. Contati brevi che partivano dalle basi angresi, sant’egidiesi e di via Filettine a Pagani, zona quartiere Arancio, il cosiddetto Bronx.
Tanti giovani, tra i 20 e i trent’anni, alcuni figli di noti artigiani-commercianti, come Fabio Quattroventi o gestori di bar come Alfonso Eulogio ad Angri.
L’indagine è tutt’altro che chiusa ed è probabile che possa evolversi con nuovi indagati sia sul fronte agro nocerino tra i pusher e in quello torrese-boschese per i fornitori di droga.

—–I nomi, le accuse e i luoghi dell’inchiesta
Agli arresti in carcere è finito il 35enne Antonio Tortora di Pagani. Ai domicliari sono andati il 23enne Andrea Pepe, il 36enne Michele Giorgio, il 40enne Mario Della Rovere, la 20enne Giuseppina Di lieto di Pagani. Stessa sorte per il 25enne Fabio Quattroventi, i 22enni Graziano Petrone e Antonio Califano, il 24enne Roberto Verlezza, i 23enne Luigi Buontempo e Luca D’Auria di Sant’Egidio del Monte Albino. Ristretti a casa anche il 32enne Alfonso Eulogio e il 20enne Sabato Fiamma di Angri e il 20enne Alfonso Ruocco di Corbara. Tutti sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commessi a Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino, tra il dicembre 2015 e il febbraio 2016.

—–S.Egidio/Angri/Torre Annunziata
La parentele con i zi’ Maist e l’appoggio ai Gionta nel 2012
Quasi sconosciuti ma tra di loro c’era qualcuno che poteva vantare parenti o vicinanze importanti. Come si poteva chiaramente vedere ieri mattina, diversi parenti degli arrestati si sono presentati davanti alla caserma, tra questi c’erano alcuni riconducibili ai “Zi Maist”, come veniva chiamata la famiglia del boss Luigi Iannaco, un tempo egemone a Sant’Egidio e zone limitrofe. Tra gli arrestati c’è ad esempio Sabato Fiamma, cognome che a Sant’Egidio ricorda proprio uno dei fratellastri di Iannaco.
Alcuni parenti di questi, i Fiamma, nel 2012, diedero ospitalità al latitante Salvatore Paduano, all’epoca 21 anni, reggente del clan Gionta di Torre Annunziata.

—–La cocaina consegnata a casa dell’avvocato per i suoi festini
«Fai due tranquilli hai capito, mi raccomando, vedi che sto con persone serie dai, non farmi fare figure di m…». L’avvocato paganese si raccomanda al suo fornitore di cocaina per avere droga buona da utilizzare nei suoi incontri con amici. Festini a base di coca, consegnata a casa del noto professionista al quale.

—–Lo spaccio. Solo con richieste telefoniche
Mentre uno degli spacciatori consegnava la droga al suo cliente chiedeva consigli su una questione legale della madre all’acquirente, avvocato e amico. Il legale era tanto amico da chiamarlo da Roma e da avere stupefacenti anche con pagamento postecipato.

—–E l’avvocato dava consigli al suo pusher
Mentre uno degli spacciatori consegnava la droga al suo cliente chiedeva consigli su una questione legale della madre all’acquirente, avvocato e amico. Il legale era tanto amico da chiamarlo da Roma e da avere stupefacenti anche con pagamento postecipato.


—–Le tensioni «Ma chi sono questi torresi. Giapponesi!… chi li conosce… chi li vuole conoscere a questa gente»

I pusher si rifornivano di cocaina a Boscoreale e a Torre Annunziata

La droga acquistata a Torre Annunziata e a “Piano Napoli” a Boscorelale, a pochi metri dal confine oplontino. I pusher paganesi finiti nell’inchiesta di ieri erano soliti riforirsi tra via Settetermini e zone limitrofe, tra Torre Annunziata e Boscoreale. Più volte, però, c’erano stati dissidi tra fornitori ed acquirenti per problemi di pagamento della droga acquistata.
«Ma chi sono questi torresi. giapponesi!… ma chi li conosce… ma chi li vuole conoscere a questa gente..». Questo avrebbe detto Alfonso Eulogio a Fabrio Quattroventi nel chiedere di saldare ai torresi la partita di droga che avevano acquistato. E i fornitori erano particolarmente neverosi, pretendendo il pagamento dello stupefacente.