Le incognite di Monaco: Salerno, Cava e Nocera

Scritto da , 28 ottobre 2018
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Andrea Pellegrino

Libertà di voto per gli esponenti di Leu, niente urne per il Movimento 5 Stelle. Sulla carta, Michele Strianese ha dalla sua amministrazioni comunali di “peso” e il sostegno degli amministratori comunali del Partito socialista di Enzo Maraio. Roberto Monaco, invece, ha la trasversalità che potrebbe rompere i giochi e i conti in alcuni centri importanti della Provincia di Salerno. Insomma, nulla è scontato. A partire da Salerno città, dove una buona pattuglia di franchi tiratori è già pronta in favore di Roberto Monaco. Oltre ad aver convinto Antonio Cammarota, per ora dalla sua ha anche il consigliere comunale Pietro Stasi. Poi c’è Cava de’ Tirreni, dove la mancata candidatura a presidente del sindaco Enzo Servalli pesa all’interno di una maggioranza non del tutto coesa. Sostanzialmente, il no a Servalli grava come un macigno, non tanto per la candidatura in sé, quanto per il mancato peso dei democrat metelliani all’interno della segreteria provinciale del Partito democratico. Poi c’è Nocera Inferiore, dove Manlio Torquato sogna l’area centrista e apre i due forni. Non si esclude che la partita in terra nocerina possa concludersi con un nulla di fatto per entrambi. A sud, sotto osservazione c’è Battipaglia, con il sindaco Cecilia Francese che valuta l’adesione ad un partito del centrodestra, in particolare a Forza Italia, trascinando con sé anche i consiglieri comunali. L’incognita è legata ai rappresentanti di Leu (alcuni presenti ad Eboli, uno al Comune di Salerno ed altri nella Valle dell’Irno) indecisi tra il turarsi il naso e votare un deluchiano o sfruttare la via civica di Roberto Monaco che ha intenzione di proseguire il suo modello Campagna. Al momento Monaco non ha tessere di partito e dalla sua ha la vittoria – alle recenti elezioni amministrative – contro Andrea Lembo che fino alla vigilia delle urne era tra i favoriti alla vittoria. Se il ribaltone, allo stato, è complicato a Palazzo Sant’Agostino, meno scontata è, però, sempre per il momento, la fedeltà dei consiglieri comunali dem ai deluchiani. Con una variabile in più: la possibile alta astensione.

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