«Le Fonderie Pisano inquinano» la Regione Campania boccia la Via

Scritto da , 15 dicembre 2017
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Andrea Pellegrino

Le Fonderie Pisano non passano l’esame della Via. La Regione Campania, infatti, ha espresso parere sfavorevole di Valutazione di Impatto ambientale e di valutazione di incidenza. Si mette male per lo stabilimento di via Dei Greci, da tempo finito nell’occhio del ciclone ed ora a rischio autorizzazione ambientale. Il procedimento di Via era stato richiesto nell’ambito nel riesame dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) che a sua volta era finita al centro di una indagine penale che portò al sequestro dell’opificio. Al centro del provvedimento a firma dell’avvocato Simona Brancaccio, che boccia il progetto di ammodernamento delle Fonderie, ci sarebbero gli effetti negativi prodotti dallo stabilimento sull’ambiente circostante. Ed in particolare sulle acque del Fiume Irno e sull’aria. «L’area di influenza del progetto – si legge, infatti – è un’area caratterizzata da problematiche ambientali rilevanti nella quale, come testimoniato dai diversi rapporti e indagini dell’Arpac, sono rilevate criticità per i parametri NO2 e PM10. Risulta, inoltre, essere superato il limite di 35 sforamenti della media giornaliera di PM10, in tutto n.50 nel 2013. Ulteriori criticità si evincono dai dati relativi alle analisi effettuate sui sedimenti fluviali prelevati a monte e a valle dello scarico della Fonderia: le indagini hanno evidenziato che vi è un peggioramento delle caratteristiche microbiologiche (Escheria coli) e chimiche (presenza di metalli pesanti, idrocarburi e Ipa). Tale peggioramento è stato riscontrato altresì alla foce dell’Irno e anche, con riferimento alle caratteristiche microbiologiche, nella qualità delle acque». Infatti, si legge ancora: «Si determinano incidenze significative sulle caratteristiche qualitative del Fiume Irno e di conseguenza sulle caratteristiche ecologiche in quanto attraverso le acque di scarico possono essere immessi nel fiume metalli pesanti, idrocarburi e Ipa, ovvero proprie quei contaminati che già sono stati riscontrati nei sedimenti a valle dell’attuale scarico delle Fonderie Pisano».

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