Le “donne” delle Fonderie Pisano a Palazzo di Città: «Chiediamo presenza tangibile non solo parole»

Scritto da , 19 ottobre 2016
angela_petrone

di Brigida Vicinanza

Dopo aver ricevuto la visita degli operai delle Pisano, ieri mattina i consiglieri comunali hanno ricevuto le mogli di questi ultimi. Le donne, oramai in prima linea sul fronte della battaglia per il lavoro, hanno consegnato sia all’opposizione che alla maggioranza una lettera, invitando i consiglieri al corteo che si terrà questa mattina per le strade della città. Una richiesta di aiuto, che ha visto protagonista e in prima fila Angela Petrone, la moglie di un operaio dello stabilimento in via Dei Greci, che non appena la Magistratura ha confermato i sigilli ai cancelli della fabbrica e i 120 lavoratori hanno ricevuto le lettere di messa in mobilità si è incatenata davanti alle Fonderie, come protesta. Ieri mattina quindi i consiglieri comunali hanno potuto ascoltare le parole delle donne, mogli e madri oramai disperate. Dopo “l’ok” da parte di alcuni Commissari a introdurre nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale del 25 ottobre la questione Fonderie Pisano, Angela Petrone ha chiesto un segnale chiaro e non solo “parole di solidarietà, ma anche presenza fisica per poter smuovere qualcosa all’interno della complessa vicenda”. Nella lettera infatti si legge: “Invitiamo l’intera amministrazione comunale a partecipare in modo tangibile, percorrendo con noi magari, una parte della città in corteo. Siamo al corrente della solidarietà da parte del Comune di Salerno e vi ringraziamo. Questa è un’occasione per mettere in atto concretamente quanto di buono dimostrato fino ad ora nei nostri confronti”. Il corteo passerà infatti per le vie della città, partendo alle 9.30 dall’opificio di Fratte, passando davanti al Tribunale di Salerno, percorrendo via Roma per poi terminare in piazza Portanova. Chissà quanti e chi, tra i consiglieri dell’amministrazione comunale salernitana avranno accolto la richiesta dei 120 operai e delle loro famiglie, oramai disperati che temono il peggio per il proprio futuro lavorativo.

Consiglia