Le Coreofonie di Pietro Polotti e Sarah Taylor

Scritto da , 13 settembre 2016
Sarah Taylor, November 2014

Da stamane il Conservatorio Statale di musica “G.Martucci” ospiterà dalle ore 12,30, la masterclass del compositore, preludio al VI festival di musica elettronica “AumentAzioni” che si prenderà il via il 5 ottobre

Di GIULIA IANNONE

Ultimo stage per il Dipartimento di Nuove tecnologie e Linguaggi musicali, coordinato da Silvia Lanzalone che, dopo aver ospitato i compositori Johan Van Kreij, e Curtis Road, ha affidato il preludio del VI Festival di Musica Elettronica “AumentAzioni”, che si svolgerà in ottobre, a Pietro Polotti, il quale, unitamente alla ballerina e coreografa Sarah Taylor, nota al pubblico salernitano poiché da diversi anni è docente ospite del New Space of Dance di Francesco Boccia, terrà nella Sala Concerti del Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno, da domani a giovedì 15 settembre (dalle ore 9,30 alle ore 18,30 con concerto finale il 15 alle ore 17) una masterclass dal titolo “Musica, Tecnologia ed Embodiment- sonificazione come rappresentazione del gesto coreografico”. Dallo sviluppo del Live Electronics nell’ambito della tradizione della musica elettroacustica, si è appreso come uno dei principali problemi della produzione musicale legata alle nuove tecnologie riguardi la capacità di controllo in tempo reale e la conseguente espressività del suono prodotto.
Tale percorso di ricerca trova oggi riscontro in un panorama più generale della produzione artistica ovvero quello delle arti interattive. Gli obiettivi dell’interattività sono molteplici e variegati, con una costante comune di riflessione e indagine sulle potenzialità offerte in senso espressivo dalle nuove tecnologie grazie al recupero di un rapporto corporeo con lo strumento digitale. In questo senso, la creazione sonora mediante l’informatica viene immessa in un mondo artistico innovativo e fertile.
In tale contesto è pratica consueta accostare e fondere in un unico prodotto artistico molteplici canali di comunicazione inerenti diverse modalità percettive che possono andare da quella uditiva a quella visiva, tattile e propriocettiva. Questo modo di procedere, definito con il termine multimodalità, rimanda non solo alla compresenza di più stimoli che agiscono contemporaneamente, ma anche alla loro azione organica, il cui effetto è quello di creare qualcosa di diverso dalla semplice somma delle singole componenti. Il concerto finale del 15 settembre proporrà l’opera “Un-pLugged pLoden, a Ligament Lento”, di Maurizio Goina, Pietro Polotti e Sarah Taylor (2012), con quest’ ultima, che danzerà unitamente a due allievi della Accademia dell’Opera di Roma e il docente alla consolle.
L’opera fa parte di un progetto più ampio denominato EGGS, realizzato da Pietro Polotti, docente di Informatica Musicale presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. In EGGS, il suono è inteso come un effetto anziché come la base per una coreografia. Più precisamente il sistema è concepito come una sorta di “coreofono”: una rappresentazione acustica dell’azione coreografica. Simmetricamente, il movimento del corpo è una visualizzazione del suono: il pubblico non solo ascolta l’audio, ma “guarda” il suono in un’accezione non-cocleare. I suoni utilizzati in questa realizzazione sono tratti dal progetto Freesound e sono stati selezionati mediante le parole chiave slowdown, decreasing, braking. La scelta delle parole chiave determina il carattere generale della performance. La forma è, infatti, data da una lunga e progressiva decelerazione a partire da suoni esplosivi di grandi motori che rallentano, passando attraverso frenate di automobili, di treno, e terminando con delicati, quasi intimi, suoni di frenata di bicicletta. L’idea è quella di realizzare una metafora sonora di quello che è conosciuto in termini economici come “decrescita”, un progetto per un nuovo stile di vita, che affronta problemi ecologici, nonché sociali, dove una bicicletta rappresenta le preoccupazioni cruciali inerenti la mobilità di oggi.

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