Le 2E di Enzo Marangelo

di Luca Gaeta

Domani sera, alle ore 21, presso il cortile di Palazzo Machiarelli, in Montoro, verrà inaugurata la sezione Happening, curata da Enzo Marangelo, di Lustri Cultura in dies, progetto realizzato dall’Associazione Culturale Hypokritès Teatro Studio La sezione Happening consiste nel progetto performativo della rassegna, vuole essere una osmosi tra lo spazio artistico e la dimensione ideativa e creativa dello spettatore. Happening si svolge in un unico evento 2E, che condurrà il pubblico in un viaggio attraverso testi poetici letti dallo stesso Marangelo, accompagnati dalle musiche di Nico D’Alessio. Il florilegio di liriche comprende poeti irpini e poeti italiani classici e contemporanei. Tra le opere dei poeti irpini ci sono: La mia terra di Vincenzo D’Alessio, I capelli del vento di Emilia Dente, Sulle montagne di Domenico Cipriano. Abbiamo incontrato Enzo Marangelo, alla vigilia dell’evento. Quale è la funzione della sezione Happening nel percorso di questa settima edizione di Lustri? Riconsiderare il senso del Teatro e la sua fruizione. Il cortile di palazzo Macchiarelli diventa uno spazio ideologico, dentro cui si realizza un accadimento artistico partecipato. Senza confini strutturali, il qui ed ora diventa curiosità riflessiva e fascino creativo. Il luogo di una comunità pensante che attraverso la ritualità del teatro si rivela a se stessa e non finisce per essere solo un ente economico che vuole lo spettatore passivo del divertimento personale di qualcuno. Che significato contiene il titolo 2E? “Il titolo 2E è un acronimo e vuole sintetizzare il binomio artistico e simbiotico tra poesia e musica attraverso un dialogo tra versi e note, tra attore e musicista che collaborano da tempo e che sono legati da un’amicizia e da un sentimento di stima personale e di rispetto, al di là del lavoro”. Questo studio, quindi, è il frutto naturale a cui la collaborazione fra i due ha portato. Lo stesso D’Alessio, musicista, la cui formazione attraversa diversi generi musicali ricorda come la collaborazione con Marangelo prosegue in una continuità storica, iniziata già con il padre Vincenzo D’Alessio, ha percorso tappe importanti il cui acme si è avuto nella realizzazione del docufilm I luoghi dell’anima), quando la collaborazione tra i due artisti e il poeta Vincenzo D’Alessio ha raggiunto il livello più alto. Le liriche scelte conducono lo spettatore /ascoltatore a contatto con la sfera intima e personale. Qual è l’invito che rivolge agli spettatori, in che modo possono partecipare attivamente alla fruizione delle poesie? La poesia è la forma più alta che l’essere umano possa concepire, in quanto gli permette di raggiungere un livello elevato di nobiltà d’animo. Ha un’azione ritemprante, catartica che porta l’individuo al benessere psicofisico, ma gli offre anche la possibilità di conoscere e riascoltare autori che sono noti. Anche la musica ha un ruolo importante in quanto dà l’opportunità di vivere maggiori sensazioni derivanti dall’ascolto di brani. Nico D’Alessio aggiunge «Anche nella composizione dei brani, c’è l’intenzione di riprodurre il gioco di modernità e antico che si vede nella scelta delle poesie. Da qui, quindi, una visione artistica che vuole un superamento innovativo della tradizione partendo proprio da essa». Le poesie proposte in 2E sono sia di autori rappresentativi della letteratura italiana sia di autori che hanno una caratterizzazione più territoriale, come quelli irpini. C’è, ed eventualmente, qual è il filo conduttore che tiene insieme i testi scelti? “La scelta dei testi risente di uno sguardo soggettivo su alcuni poeti, alcuni conosciuti personalmente, (poeti irpini e contemporanei) e altri incontrati attraverso lo studio della nostra inesauribile risorsa letteraria”. C’è un autore che avrebbe voluto scegliere, ma che per diversi motivi non ha scelto? “Non c’è un autore che sento di aver trascurato, tuttavia, rifacendomi anche alle esperienze passate, ho pensato all’eventualità di una richiesta di un bis da parte del pubblico, in qual caso, credo che Barbara di Jacques Prévert aggiungerebbe un ulteriore valore etico ed estetico ai contenuti che sono in programma”.