Lavori al Corso? «Danno da 50mila euro» - Le Cronache
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Lavori al Corso? «Danno da 50mila euro»

Lavori al corso: danno erariale di 50.000 euro, Unimpresa e ReteImpreseCava: «Vogliamo vedere le carte». Se il Comune persiste nella spregiudicata idea di far iniziare i lavori al corso Umberto nei prossimi giorni provocherà un danno erariale di circa €. 50.000. Danno che si somma a danno: per le casse pubbliche e danno per i commercianti del corso Umberto I, per il calo delle vendite derivante dai lavori che il Comune vorrebbe fare nel periodo più profittevole dell’anno, quello natalizio, durante il quale i commercianti, mediamente, realizzano circa il 20% delle vendite che fanno nell’intero anno, con punte che arrivano sino al 60%. Nel frattempo si chiede l’accesso agli atti. Infatti, il Comune dovrà pagare la sanzione prevista dalla legge nei casi in cui il contratto d’appalto viene stipulato prima che siano trascorsi 35 giorni dall’ultima comunicazione ai concorrenti esclusi. In sostanza la legge dice che dopo la gara tutti i concorrenti devono essere avvertiti del risultato e che quelli esclusi devono avere il tempo per fare ricorso, 30 giorni, ai quali si sommano 5 giorni per la notifica. Solo dopo che si è certi che non vi siano stati ricorsi o che quelli fatti non siano fondati, l’amministrazione appaltante può procedere. Con questo sistema, imposto da una direttiva europea e trasfuso nel codice degli appalti, le amministrazioni sono messe al riparo dagli effetti negativi di una eventuale sentenza che potrebbe anche comportare il fermo dei lavori, con conseguenti risarcimenti di danni a carico delle casse pubbliche. La legge penalizza, con una sanzione che può arrivare sino al 5% del valore del contratto, le pubbliche amministrazioni che operano in violazione di questa norma, che fissa un termine cosiddetto “dilatorio”, meglio conosciuto dagli addetti ai lavori come “stanstill”. Nel nostro caso, avendo un prezzo di aggiudicazione di €. 1.024.776 si rischia di dover pagare sino ad €. 51.238. Unimpresa chiede al Sindaco di desistere e formula precise richieste: 1) rinviare l’inizio dei lavori alla settimana immediatamente dopo l’Epifania; 2) concordare con l’impresa appaltatrice un crono-programma dei lavori che preveda: a) la non contemporaneità di esecuzione dei lavori nei 2 tratti, ma suddividendoli (i lavori) per tratti e da svolgersi in differenti periodi (ad esempio i primi 90 giorni per eseguire i lavori nel primo tratto e i successivi 90 giorni per eseguire i lavori nel secondo tratto),in modo da non creare intralcio contemporaneamente a tutti gli esercenti di tutto il corso; b) l’esecuzione, durante la pausa pomeridiana, dei lavori incidenti sull’accesso ai singoli esercizi commerciali; c)la valutazione, caso per caso, di esigenze particolari e connesse alle singole attività. Farano lamenta anche che si parli di allestimenti natalizi ed organizzazione del Natale a poche settimane da esso, che si progettino gare per l’installazione dlle luminarie solo in questi giorni, mentre nel Comune con il quale Cava compete più direttamente sul piano commerciale, Salerno, stanno già accendendo le “luci d’artista”. Ma anche in merito alla loro collocazione sul territorio l’amministrazione non opera bene. Infatti intende destinare tutti i fondi stanziati per i decori luminosi raffiguranti i personaggi del presepe solo al corso Umberto I. Dimenticando che la tradizione presepiale di Cava é patrimonio anche delle frazioni e delle periferie del borgo. Altro aspetto censurabile é l’organizzazione stessa dei tavoli, che avvengono per gruppi di associazioni, nel chiuso di una stanza. Con la conseguenza che viene a mancare il confronto diretto e la discussione che potrebbero produrre ben altri e più proficui risultati sul piano della partecipazione delle associazioni all’amministrazione».