Lavoratori del Corisa2: «Portiamo le carte in Procura». Corona prova la difesa

Scritto da , 14 maggio 2013

Carte in Procura e alla Corte dei conti e stato d’agitazione. I dipendenti del Consorzio di Bacino Salerno 2 fanno sul serio. Quei 118 mila euro elargiti, in virtù di una conciliazione tra vertici del Corisa e cinque dipendenti dell’area dirigenziale, nel mentre ai lavoratori mancano gli stipendi, proprio non vanno giù. Nella giornata di ieri, con un corposo documento, i dipendenti del Consorzio salernitano dei rifiuti hanno battuto i pugni sul tavolo chiedendo spiegazioni al commissario liquidatore, Giuseppe Corona, e annunciando il deposito di tutta la documentazione inerente l’episodio “incriminato” presso la Procura della Repubblica di Salerno e la Corte dei Conti.
Nella giornata di ieri, però, è spuntato un ulteriore elemento. Nuovamente un plico anonimo recapitato presso la sede di via Scavate case rosse. In questo caso, la busta gialla conteneva due buste paga relative al mese di febbraio 2010: quelle di Roberto Infante e Maurizio Buccella (tra loro cognati). Ebbene, da quanto risulta dalla documentazione contabile, i soldi che Infante (36 mila euro) e Buccella (53 mila) hanno ricevuto tra l’anno 2011 e lo scorso 31 marzo erano stati già incassati sottoforma di acconto sulla retribuzione. Per il primo 12 mila euro, per il secondo 13 mila.
A difesa della procedura è, dopo giorni di irreperibilità e silenzio, intervenuto proprio il commissario liquidatore Corona che lo ha fatto facendo riferimento, però, ad una conferenza stampa che, contrariamente a quanto annunciato, le organizzazioni sindacali non hanno più tenuto ieri mattina.
Corona spiega, attaccando i sindacati, come si è giunti al pagamento di simili cifre a cinque soli dipendenti. «Gli emolumenti – scrive il commissario – sono stati riconosciuti a cinque dipendenti del Consorzio, in sede di conciliazione dinanzi all’Ufficio del Lavoro, a seguito di richieste per differenze retributive pari al triplo di quanto è stato loro liquidato. I diritti rivendicati dai dipendenti nascevano in gran parte dall’aver loro svolto incarichi suppletivi e superiori rispetto alle mansioni contrattuali. Circa poi il pagamento di una figura esterna, distaccata da un Comune (Pietro Viscido di Caposele, ndr), essa si è resa necessaria per garantire l’impiego di una figura estranea al contesto di lavoro nel settore delle manutenzioni, ove si spendevano cifre sproporzionate senza che si riuscisse ad arginare il fenomeno con ordini di servizio e attività di ordinaria vigilanza». 
Corona, poi, ricorda di «aver tagliato gli straordinari, ridotto gli interinali, annullato le anticipazioni di stipendio, allontanato cooperative esterne, risparmiando così diversi milioni di euro, proprio al fine di garantire lo stipendio mensile ai lavoratori, e risultando per questo sgradito a coloro che hanno sollecitato l’odierna conferenza stampa (che non c’è stata, ndr)».

 

14 maggio 2013

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