L’astronomia secondo gli avvocati

Scritto da , 21 Maggio 2021
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Di Michelangelo Russo

Fu solo nel 1820, quasi trecento anni dopo le scoperte di Niccolò Copernico, che la Chiesa accettò ufficialmente l’idea che fosse la Terra a girare intorno al Sole, e non che l’Universo avesse la Terra al centro di tutto. Mi chiedo quanti secoli occorreranno ai rappresentanti degli avvocati salernitani per ammettere che la città non ruota attorno a un centro che loro continuano a considerare casa propria, cioè il Tribunale storico, ma ha e dovrebbe avere altri centri gravitazionali per rivitalizzare un’economia morente e dare ossigeno e speranza a un centro cittadino immalinconito dall’atrofia delle iniziative di largo respiro. Dire, come hanno fatto ieri le rappresentanze dell’avvocatura, che il set cinematografico nel Tribunale per la serie “Avvocato Malinconico” è una benedizione dell’Altissimo che valorizza la professione dell’avvocato e lumeggia di splendore e di glamour mondano la città di Salerno è come dire che Ludovico Ariosto deve tutta la sua fama al teatro dei pupi siciliani, con le battaglie tra Orlando e i vili saracini.

Ora, non credo che il corpo degli avvocati, nel suo complesso, reputi veramente concepibile che le auguste aule possano ancora ospitare i dibattimenti processuali. Hanno spazio da vendere nella nuova Cittadella, dove l’Avvocato Generale Erminio Rinaldi (magistrato, cioè il Vice Procuratore Generale) continua a ripetermi che l’ufficio che gli hanno dato, all’ottavo piano, è uno spreco di spazio perché è largo 70 (settanta!) metri quadrati. Quindi, occupare il vecchio Tribunale è solo una questione di prestigio del proprio ruolo. E questa, per gli avvocati, è una battaglia assurda. Assurda perché la città ha un bisogno disperato di attrattive di richiamo. Voglio ricordare a questo proposito, quanto proprio il Presidente Silverio Sica ha detto settimane fa in un dibattito, registrato, sul destino del Tribunale. Sica ha riferito che le pretese sulla vecchia struttura non sono monopolio solo dell’Avvocatura, ma anche della Magistratura. Tant’è che la Presidente della Corte d’Appello Iside Russo gli avrebbe annunciato che una parte dei locali sarà occupata dalla “Scuola di Specializzazione Superiore della Magistratura” che avrà sede a Salerno sotto la presidenza della stessa Russo. Mi sembra, in verità, che le informazioni di Sica non siano esatte, e che quindi non possano valere come scudo provvidenziale per chiamare in causa i giudici come alleati per la conquista territoriale della vecchia sede. Non esiste infatti nessuna Scuola di Specializzazione Superiore della Magistratura (l’unica sede di specializzazione sta a Firenze), ma solo, a Salerno come in ogni Distretto, il referente distrettuale per l’aggiornamento professionale, che ha già i suoi spazi e il suo segretario nella Cittadella. Né credo che la Presidente Russo voglia entrare in problematiche di progettualità politiche, di più lungo respiro, peculiari al territorio di Salerno. La Presidente Russo, peraltro, è di Reggio Calabria. E sa perfettamente, credo, che la sua città ha problemi economici drammatici in termini di occupazione e di economia, e che l’unico polo di attrazione turistica internazionale, peraltro in formidabile crescita di visitatori, è il Museo Nazionale della Magna Grecia, il più importante d’Italia in materia, che ospita i leggendari Bronzi di Riace. Si va da turisti a Reggio Calabria, che non ha alle porte i panorami e i lustri delle nostre due costiere, soprattutto per vedere i Bronzi. E sapete chi ha progettato il Museo? Fu Marcello Piacentini, il più grande architetto dell’epoca fascista, l’Albert Speer (il superarchitetto del Reich) italiano. E sapete cosa progettava Piacentini (oltre a dirigere la rivista Architettura, che a sfogliarla fa ancora oggi svenire dall’emozione)? Progettava Tribunali: per dirne due, quello di Milano e quello di Palermo!

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