L’Antico “Portosalvo” tra scavi e ricerche

Scritto da , 23 giugno 2016
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L’eco della memoria: Un appello per il 2020: “Restauriamo S. Anna al Porto” Un patrimonio culturale da tutelare, conservare e valorizzare per la pubblica fruizione.

Di AMBRA DE CLEMENTE

Svoltiamo l’angolo dietro il Teatro Verdi, in via S. Teresa n. 6, per ammirare un monumento che cade in pezzi: “Un’associazione pubblica di fedeli, una confraternita per santificare i confratelli , officiare culto pubblico e promuovere opere di carità fraterna, come recita lo statuto : S. Anna al Porto. La chiusura della chiesa dopo i recenti scavi archeologi secondo alcune indiscrezioni sono stati condotti condotti con il contributo della Fondazione della Comunità Salernitana onlus, una cooperativa privata e la supervisione della giovane archeologa Maria Petrone del Gruppo Archeologico Salernitano ha portato alla luce ossa e materiali antichi. La catalogazione dei reperti è da poco iniziata, attenderemo un analisi di laboratorio ed una datazione. Intanto ricostruiamo le fonti d’archivio per i ricordi della memoria dei salernitani. L’eco della memoria ricorda una chiesa extramoenia di XIII secolo, secondo la datazione dell’ing. De Angelis parla di una colonnina binata: sorta vicino la più antica chiesa di S. Giovanni De Busanola (1183), conserva l’immagine della Vergine SS. di Portosalvo, venerata come S. Anna al Porto, cuore di una processione che unisce la memoria dei cittadini. La congrega è piena di verità sepolte che vi svelerò a breve.In archivio si conserva la memoria del convento dei carmelitani scalzi di S. Teresa ristrutturato per 2000 ducati (1679, San Giovanni a mare, di proprietà dell’Ordine di Malta dopo il trasferimento da Napoli, colpito da due terremoti: 1688-1693 e da alcune burrasche di mare, concesso al Priorato di Capua nel 1698), edito da Monsignor Crisci nell’edizione di De Simone: “Salerno Sacra”. La pergamena del XVIII secolo è in corso di studio da parte di funzionari dell’Archivio diocesano di Salerno.Vogliamo una città che comunichi per immagini e leghi la memoria dei santi e patroni alle antiche processioni di S. Gregorio, S. Matteo e S. Anna. Una santa legata alla memoria culturale dell’ipogeo di S. Pietro a Corte, a nord del quale sorgeva la piccola cappella della Madonna delle Grazie inglobata nella cappella dedicata a S. Anna e prima sede della Confraternita. Lotte giudiziarie, rivalità tra Curia e gestioni private e ministeriali impediscono una stretegia efficace per tutelare, conservare i beni culturali. Le strategie menageriali si applicano con lentezza senza l’appoggio della classe dirigente politica che è concentrata sulle luminarie invece che sull”Arte” del passato. L’archeologia è la comunicazione dell’antico che dialoga con l’attuale e diventa storia, contesto, sistema, rete per veicolare messaggi culturali ed orientare i giovani al rispetto della città e della propria identità culturale. Dal XIX secolo la chiesa è in custodia del parroco di SS. Trofimena nell’Annunziata, che conserverà il mandato fino a dicembre.

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