L’anteprima di Equinozio d’autunno affidata a Simone Cristicchi

Scritto da , 21 Giugno 2019
image_pdfimage_print

 

Dopo Gabbani e lo Stato Sociale, si ritorna alla musica di alto respiro intellettuale con il premio della critica di Sanremo 2019. Star a settembre Max Gazzè, in dubbio la performance di Piero Pelù

Di Olga Chieffi

Dopo le anteprime di Equinozio d’Estate di Francesco Gabbani e la sua scimmia e lo Stato Sociale, con la loro canzone “Una  vita in vacanza”, la XIV edizione della interessante kermesse settembrina, quest’anno dedicata al tema “Desiderio e Follia”, che il Comune di San Giovanni a Piro offre ai suoi ospiti internazionali, sarà inaugurata il 20 luglio da Simone Cristicchi, reduce dagli onori della Sala stampa di Sanremo. “Abbi cura di me”, è il titolo della sua canzone sanremese e anche del suo tour  lancio per il suo ultimo album che prende il nome proprio dal successo canoro giunto al quinto posto della classifica finale. Simone Cristicchi ha il sapore di casa, il profumo del mare e di ricordi custoditi gelosamente in un cassetto, con le sue parole terapeutiche. La piazza di Scario, ritorna con Simone al cantautorato colto attraverso questo autentico storyteller (termine oggi abusato come Maestro), al teatro musicale, alla testimonianza sociale viva e attiva. Lo spettacolo “Abbi cura di me” traverserà l’intera carriera del cantattore, facendoci rivivere il Cristicchi teatrante, sceneggiatore in preda a racconti di vite personali, di dignità umana e di speranza. Un fedele testimone che ci porterà nei meandri più profondi, e a volte crudi, della realtà. Da “Abbi cura di me”, in cui ricorre il tema millenario dell’accettazione, della fiducia, dell’abbandonarsi all’altro da sé, che sia esso un compagno, un padre, una madre, un figlio o Dio, al tema green “Lo chiederemo agli alberi”, una canzone dedicata al grande libro della Natura, le cui pagine sembrano indecifrabili, ma che a un occhio attento e curioso, svelano ogni giorno insegnamenti di eterna saggezza, ai grandi successi, “Ti regalerò una rosa”, vincitrice della 57ima edizione del Festival di Sanremo nel 2007, una canzone in forma di lettera che Antonio “in manicomio da quarant’anni, matto da quando era bambino”, scrive alla sua Margherita, l’unico amore della sua vita. Quella Margherita che una fredda mattina, prese il coraggio e scavalcò la recinzione che separava il manicomio dal mondo esterno, il mondo dei sani, alla quale, di suo pugno scriverà un’ultima lettera prima di gettarsi nel vuoto, portando con sé il dolore di un uomo ancora vivo. Ascolteremo “Studentessa universitaria”, un brano che molto probabilmente è frutto della sue breve esperienza accademica, e senza dubbio è una provocazione che snocciola una verità scomoda ma pregnante: “la vita non è dentro un libro di filosofia”, “L’ultimo Valzer” , che dipinge con delicatezza e poesia, il mondo di pensieri ed emozioni che continuano ad abitare nell’animo di un anziano, costretto a passare l’ultima fase della sua vita in una casa di cura, “La vita all’incontrario”,  un omaggio al grande regista Woody Allen, così come “Laura”, una canzone ispirata alla biografia di Laura Antonelli, “Meno male”, un brano che è un forte atto d’accusa verso la pubblica opinione: felici e contenti, ma disinformati sui fatti, “Vorrei cantare come Biagio Antonacci”, canzone d’esordio di Simone nel 2005, che divenne inaspettatamente un vero tormentone dell’estate di quell’anno, che portò il cantautore ad esibirsi alla finale del Festivalbar. In forse, invece la presenza il 6 settembre di Piero Pelù, con il “Warm up” tour e qualche anticipazione del nuovo progetto discografico, che sarà presentato nel “Benvenuto al mondo” Tour a metà  novembre. Conferme ad Equinozio d’autunno, invece per Enzo Gragnaniello, in concerto il 7 settembre a Bosco e Max Gazzè il 13 settembre a San Giovanni a Piro, per una chiusura d’estate nel segno dell’eleganza e della poesia.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->