L’allarme dei cittadini: «Piovono calcinacci sul campetto di via Ligea» E sotto il ponte di via Moscato non va meglio, adesso c’è paura

Scritto da , 19 agosto 2018
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Antonio Iovino

Dopo il drammatico crollo dello scorso 14 agosto di buona parte del Ponte Morandi di Genova che ha provocato la morte di circa 40 persone, vittime dell’ennesima negligenza “made in Italy”, i social sono stati invasi da decine di foto che evidenziavano le pessime condizioni di ponti e viadotti dislocati lungo tutto lo stivale. La paura che, ciò che è successo in Liguria, possa verificarsi anche in qualche altra parte del nostro paese, ha naturalmente colpito anche vari salernitani, spaventati dalle condizioni del ponte di via Moscato e del Viadotto Gatto. Proprio per quanto riguarda quest’ultimo, abbiamo ascoltato le parole di Gaetano Carraturo, il quale abita proprio nella zona del viadotto: “C’è paura dopo quello che è successo a Genova, qui ogni tanto cade qualche pietra dal ponte. Si dice stiano facendo dei controlli, speriamo sia tutto apposto. Sicuramente la caduta del Ponte Morandi ha accentuato il sentimento di insicurezza, ci si abitua a vivere qui ma quando si verificano avvenimenti del genere e naturale pensarci. Mi auguro che, chi di dovere, effettui controlli costantemente”. Carraturo infine aggiunge che anche nel campetto di calcio, posto al disotto del viadotto Gatto, si è verificata la caduta di pietre e calcinacci. È di un parere differente Luigi Mazzotti, proprietario del “Blues Cafè” di via Ligea, il quale si esprime così sulla questione del viadotto Gatto: “Personalmente sono tranquillo, qui un anno e mezzo fa circa è stata effettuata la messa in sicurezza della campata e di conseguenza posso dire di sentirmi abbastanza sicuro”. Per quanto riguarda il ponte di via Moscato, invece, abbiamo ascoltato la testimonianza di Giuseppe Padovano, benzinaio della Esso, il quale, quotidianamente, lavora a pochi passi dal viadotto sopracitato: “Secondo me questo ponte è un po’ pericoloso; in passato già sono caduti dei calcinacci e sono venuti i pompieri che hanno chiuso la strada. La paura c’era già prima dell’avvenimento di Genova”. Padovano, poi, conclude sottolineando come sul viadotto, dalla mattina alla sera, passino decine di camion che spesso restano fermi gravando, con le loro tonnellate, sul ponte di via Moscato. Non resta che sperare che, chi di dovere, effettui la manutenzione che, questi giganti di cemento meritano, per evitare che tragedie come quella di Genova non si ripetano più e affinché nessuno si ritrovi a piangere un figlio, un amico o una moglie, vittime di un disastro evitabile.

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