L’alimentazione ai tempi della Scuola Medica Salernitana

Scritto da , 29 Ottobre 2012
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« Una grande cena diventa per lo stomaco una grandissima fatica; per un buon sonno…non mangiare a crepapelle» . E’ questo il consiglio lanciato dal dottor Pio Vicinanza, presidente dell’associazione della “Nuova Scuola Medica Salernitana”, che ha illustrato alcune delle ricette contenute nel “Regimen Sanitatis” : « Che non è un trattato di gastronomia, ma un breve testo di medicina,
dove sono raccolti i precetti della Scuola Medica Salernitana, ancora
molto attuali  e che avevano anche una base scientifica» , durante
l’incontro organizzato, in interclub, dal Rotary Salerno Picentia,
presieduto dall’ingegner Rosario Landi, e  dal Rotary Cava de’ Tirreni,
presieduto dal dottor Emilio Franzese, che si è tenuto, venerdì scorso,
nella suggestiva cornice del Castello Arechi di Salerno. Il dottor
Vicinanza ha anche ipotizzato un possibile pranzo salernitano ai tempi
della Scuola Medica Salernitana, che poteva   essere così: « Come 
antipasto, a scelta: frittelle, panzarottini, bruschette, tarallini
,formaggio, cipolle. Come primi piatti: minestra di legumi o brodo di
verdure, fagioli con verdure, zuppa di legumi, minestra di verdure o
d’orzo, zuppa di ceci e verdure o di pane e vino, purea di legumi. I
secondi piatti invece, potevano essere: carne di maiale con cipolle,
pesce con contorno di verdure o lesso con vino e prezzemolo, uova
fresche , fritte o sode, formaggio con cipolle, alici sotto sale.
Naturalmente non mancava a tavola il vino e il pane. Anche i formaggi
facevano la loro parte: caprino, pecorino o ricotta. La frutta? Quella 
di stagione o uva e fichi e  come  dolci,  biscotti al miele,
marmellate, struffoli e zeppole» . Gli ospiti, per una serata hanno avuto
la sensazione di immergersi in un’atmosfera del passato,  con la cena
medievale preparata, con antiche ricette, dal team della società “Il
Castello” di Marco De Simone, che prevedeva piatti inusuali, come la
mozzata di vacca podolica al profumo di mirto o gli gnocchi bruni de
Cucurbita (zucca gialla) o ancora dei civeri di carne stracotti nel vino
degli Dei, accompagnati da un’Ippocrasso di uva scura,  serviti  al
tavolo dal  personale di sala,  abbigliato con  costumi medievali. Due
giovani attori della compagnia teatrale “Sticasting”, Danilo Napoli e
Stefania Autuori, interpretando due nobili medievali, descrivevano in
modo ironico e simpatico i piatti che arrivavano in sala. Soddisfatti i
due presidenti del Rotary Picentia e Cava: « Il Rotary s’interessa
dell’uomo e l’alimentazione è uno degli aspetti più importanti
dell’uomo. Nell’ambito delle attività culturali del Rotary non poteva
mancare l’associazione tra alimentazione e Scuola Medica Salernitana,
quanto mai attuale» ha spiegato il dottor Emilio Franzese. L’ingegner
Rosario Landi, che ha apprezzato la relazione del dottor Vicinanza, ha
sottolineato l’importanza della collaborazione tra i club rotariani sul
territorio: « L’interclub è un modo di conoscersi maggiormente nello
spirito rotariano. Lavorare in sinergia, anche con altre associazioni, è
un modo per essere presenti sul territorio» . Tanti gli ospiti presenti,
tra questi: il presidente del Club Rotary Salerno Duomo, Francesco
Dente; la presidente del Club Inner Wheel Salerno Est, la dottoressa
Carmen  De Rosa Capuano, il professor  Carlo  Montinaro e la dottoressa
Mena Palma, rispettivamente vicepresidente e segretaria della “Nuova
Scuola Medica Salernitana”  e il past president del Rotary Picentia,
l’avvocato Raffaele Tesauro.

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