L’abbraccio di grandi e piccini a san Giovanni Bosco

Scritto da , 30 Settembre 2013
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Piazza Portanova si riempie di gioia per accogliere la reliquia di Don Bosco con canti e balli. I fischietti dei ragazzi accolgono San Giovanni Bosco accompagnato da una ventina di motorini in occasione del suo bicentenario. Il giro della reliquia ha avuto inizio nel 2009 per giungere finalmente a Salerno in quest’anno.
Don Francesco, gestore dell’evento «Ci sentiamo onorati per aver ospitato qui la reliquia del nostro santo, protettore dei giovani, è tanto che i ragazzi attendono quest’evento».  La presentatrice Valentina Russo, 23 anni, ama dedicare il suo tempo ai giovani ed impegnarsi attivamente nella realtà di don Bosco. «I ragazzi hanno preparato questa festa con le loro uniche forze, da tre anni seguono corsi di formazione per il loro santo preferito». L’allegria nel salutarlo è stata avvolgente, accolto con il loro motto “si vede, si sente, don Bosco è qui presente!”. La parola passa a Monsignore Luigi Moretti per il quale «essere santi è una possibilità che tutti i fedeli battezzati possono raggiungere». Il sindaco Vincenzo De Luca ha ricordato di «essere cresciuto nei campetti di calcio dei salesiani, giocando e divertendosi con gli altri bambini. L’oratorio mi ha donato dei momenti meravigliosi dell’infanzia, i più bei giorni li ho trascorsi lì, sbucciandomi le ginocchia e conoscendo la fede». Ricorda i forti legami d’amicizia nati nel nome di don Bosco e l’invito è di non identificare sempre i giovani come dei ragazzi privi di morale, ma conoscere anche queste splendide realtà. Mimma Virtuoso è cooperatrice salesiana, impegnata nel Vis, un’associazione di volontariato, si dedica ad un centro d’accoglienza per gli extracomunitari, per raccogliere fondi per la riuscita ottimale delle missioni in Madagascar, Congo, Albania, Africa. La testimonianza di Stefano Zizza che da sempre è cresciuto nella realtà dei salesiani fino a diventare animatore e guida spirituale dei giovani liceali, ritiene che l’esperienza più bella sia quella vissuta in Madagascar, accolto dalla semplicità dei bambini e dall’allegria. Con lui Luigi Sergio, uno studente che divide il suo tempo fra i libri e il volontariato. Colpito dall’esperienza dell’Albania, parla di un popolo uscito dal comunismo, da comunità costretta  a frequentare tali comunità di nascosto e rischiando il martirio. I ragazzini con serenità e forza vivono questa loro fede nonostante tutto. Emanuele Oliva di 13 anni ha sempre partecipato agli eventi legati ai salesiani, afferma di avere ancora molto da imparare ma che grazie ai suoi compagni sono riusciti a formare un gruppo  nel nome di don Bosco.
Mariarita Merola affronta il problema della pedofilia «non bisogna mettere la testa sotto la sabbia e porre sempre molta attenzione nonostante sia difficile talvolta ascoltare questi tristi avvenimenti» è necessario trovare il coraggio di combattere queste situazioni scomode che infangano il nome della chiesa.
Anche le famiglie sono in festa, Barbara De Stefano e Nicola Rossetti si sono conosciuti e sono cresciuti proprio nella comunità dei salesiani. Lui è stato per tanti anni animatore e sostiene che chi non vive questa situazione dall’interno non può capire quanto colmi il cuore poter vivere ogni giorno la fede. La speranza di Barbara è che anche i suoi figli possano un domani avvicinarsi e gradire la società dei salesiani, per poter crescere con validi principi e nella gioia della fede. Poi tutti in motorino per il corteo.

Francesca D’Elia

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