L’abbraccio a “Zio Alberto”

Scritto da , 14 febbraio 2015

Un fiume di gente, lacrime e tanti ricordi nitidi hanno accolto la salma, ieri mattina alla chiesa del rione “Campione”, di Alberto Massa. Il noto talent scout infatti era amato ed apprezzato da tantissimi, ma soprattutto da quelli che insieme a lui hanno percorso fianco a fianco un pezzo di strada nel mondo dello sport salernitano. Zio Alberto, nome con cui amava farsi riconoscere, ha stretto attorno a sé per un’ultima volta tante generazioni, da chi era suo amico a chi, tra i più piccoli, ha avuto la fortuna di ricevere i suoi preziosi consigli sportivi. Amava i giovani, amava stare attorno a loro, amava il calcio e amava scoprire nuovi talenti, tra i quali Fabio De Luca (attaccante dell’Aversa Normanna), Enzo Maresca, Saverio Cartone. Tra i presenti, inoltre, personaggi come Luca Fusco, Salvatore Russo ed esponenti Figc. E chi, tra i più piccoli, ha avuto la fortuna di conoscerlo negli ultimi anni, come Nicola Abate, riesce a conservare un bel ricordo e a pronunciare belle parole: “Era una persona che sapeva come farsi amare, riusciva a motivare tutti e a sdrammatizzare le brutte situazioni.” “La sua generosità è stata la prima qualità di Alberto che mi ha colpito”, sottolinea nella sua omelia il parroco della chiesa Medaglia Miracolosa, Don Pierluigi Nastri, il quale commosso, elogia la figura di Massa e racconta il primo episodio che ha portato a conoscerlo: “Appena arrivato in questa parrocchia, Alberto mi ha chiesto se poteva continuare la sua raccolta di viveri per i meno fortunati della parrocchia. Mi ha colpito la sua delicatezza nel chiedermi il permesso per fare del bene. Oggi prego e celebro per una persona di famiglia, perché lui faceva sentire tutti parte della sua famiglia. Aveva la capacità di entrare subito nel cuore della gente, a pelle, diventando amico e confidente. E’ difficile oggi, soprattutto per i suoi affetti, è stato amico, padre, zio, compagno di vita ma lui era un uomo che nutriva una grande fede ed è una cosa che rimane impressa come la carità, che era il suo segno distintivo”. Silenzio rispettoso all’uscita della bara ricoperta non solo da fiori ma da sciarpe e maglie come quella della Salernitana. Un silenzio, rotto soltanto dalla frase malinconica di qualcuno: “E’ andato via un pezzo di storia”.     Brigida Vicinanza

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