La visione socialista di Francesco de Martino

Scritto da , 16 Dicembre 2019
image_pdfimage_print

Questa sera, alle ore 17,30 presso gli spazi della libreria Imagine’s Book di Salerno si terrà la presentazione del volume “Sul socialismo e il futuro della sinistra – Scritti scelti e discorsi (1944-2000) curato da Marco Zanier per le edizioni Biblion

Di OLGA CHIEFFI

Il Socialismo non deve mai dimenticarsi della sua origine, del suo compito di difendere sempre i più deboli”. In queste parole, pronunciate quando già era anziano sta la “summa” del pensiero politico di Francesco De Martino, padre nobile della Repubblica italiana e figura storica del Socialismo, della sinistra e del movimento operaio. Questo pomeriggio alle ore 17,30, presso gli spazi della libreria Imagine’s Book di Salerno si terrà la presentazione del volume “Sul socialismo e il futuro della sinistra – Scritti scelti e discorsi (1944-2000)”, curato da Marco Zanier per le edizioni Biblion. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Vincenzo Napoli, interverranno, moderati da Massimiliano Amato, l’editore Aulo Chiesa, Marco Trotta docente dell’ateneo di Chieti-Pescara, il curatore del volume, Giuseppe Cacciatore Presidente della Società Salernitana di Storia Patria, Giorgio Benvenuto in veste di Presidente della Fondazione Bruno Buozzi e Luigi Mascilli Migliorini Presidente della Fondazione Francesco De Martino.  Non solo politica attiva, per Francesco De Martino, ma anche tanta attività teorica e intellettuale. Il pensiero socialista, che De Martino vede come pungolo al Pci, ma indissolubile dalla collaborazione con i comunisti, mentre gli ex socialdemocratici intendono come terza via tra democristiani e socialisti, ma in netta concorrenza con questi ultimi, si manifesta su “Mondo Operaio”, rivista fortemente influenzata e orientata dallo stesso De Martino. Giuseppe Tamburrano, Federico Coen e Francesco Forte rappresentano solo alcuni degli intellettuali che scrivono sulla rivista che è la vera e propria vetrina dell’intelligenza socialista degli anni ’60. Francesco De Martino fu anche un grande intellettuale e un attento meridionalista. A Napoli, negli anni ’50-’60 si struttura una parte importante del pensiero meridionalista fortemente influenzato dalla “Questione meridionale” di Antonio Gramsci e cresciuta nell’analisi del pensiero di un conservatore come Giustino Fortunato. Una scuola che raccoglie comunisti come Giorgio Amendola, Giorgio Napolitano, Maurizio Valenzi, un repubblicano come Francesco Compagna e, appunto, un acuto professore socialista come Francesco De Martino. Li accomunava una critica ai ritardi strutturali del nostro sud e sulla necessità che il meridione trovasse in se stesso le risorse intellettuali, intellettive e umane per crescere e progredire. alla modernizzazione del Sud Italia dedicò molto della sua attività politica. Lo fece ottenendo incarichi di primo piano nel partito nazionale, smentendo perciò, tra i primissimi, quel luogo comune che voleva il Sud preda dei partiti romani. De Martino fu segretario del Partito Socialista tre volte e in tre momenti di eccezionale gravità storica. Tra il 1963 e il 1966, quando giungeva a maturazione e in breve a senescenza l’esperienza del “centrosinistra”, da intendersi come stagione espansiva dei diritti sociali, non come coalizione odierna della politica. Tra il 1969 e il 1970, quando la strategia della tensione avvampava e la dialettica interna della Sinistra riformista sembrava esasperata ed esasperante. Tra il 1972 e il 1976, quando l’agenda legislativa si intestò il riformismo, le libertà civili e i primi lineamenti del garantismo processuale che, superati a fatica gli anni di piombo, porterà solo nel 1988 al nuovo Codice della Procedura Penale, ma già nel 1975 a una Legge Penitenziaria organica. Sta di fatto che De Martino raccoglie il suo primo segretariato da Nenni, il “padre” riconosciuto del socialismo autonomista repubblicano, e conclude il suo ultimo cedendone le insegne a Craxi, che nel Partito Socialista rappresenterà apogeo e discesa, unità e frammentazione, forza di governo e crisi della governance.Nella sua lunga vita, durante la quale ha assistito e influenzato la miriade di cambiamenti che hanno contraddistinto il secolo breve, De Martino ha sempre cercato l’unità, invitando tutti gli eredi del movimento operaio a riunirsi in un solo grande partito. Quella che un comunista come Berlinguer chiamava “unità nella diversità”, doveva, per citare un socialista come Nenni. “far andare avanti chi la storia ha condannato a restare indietro”. Di fronte alle difficoltà e alle sfide di un mondo sempre più complesso e più ingiusto, De Martino invocava “un nuovo Marx”, capace di portare a sintesi i problemi e dare risposte sempre con l’occhio attento e rivolto ai più deboli.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->