La vertenza: martedì Consiglio ai cancelli Treofan

Scritto da , 5 Gennaio 2019
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di Enzo Senatore

Il consiglio comunale di Battipaglia è convocato per martedì 8 gennaio, alle ore 9, dinanzi ai cancelli d’ingresso della Treofan. Un atto non solo simbolico, il preludio a una richiesta ufficiale d’intervento che l’amministrazione invierà al Governo. Nel documento che accompagna la convocazione dell’assemblea, i vertici del consiglio comunale scrivono che “la nuova proprietà ha messo in atto una serie di azioni che destano profondo allarme fra i dipendenti dello stabilimento Treofan di Battipaglia e della cittadinanza tutta, in quanto sono azioni che lasciano trapelare una volontà di dismissione di quella struttura produttiva e che comunque lasciano un’ombra di grande preoccupazione sul suo futuro produttivo: a) blocco parziale della cisterna contenente resine e materia prima; b) fermata della linea di estrusione che si protrae ormai da un mese senza giustificato motivo; c) trasferimento del prodotto finito dallo stabilimento di Battipaglia a quello tedesco; d) trasferimento di circa metà della produzione un altro stabilimento”. I dipendenti della Treofan di Battipaglia, a fronte di queste scelte dell’assoluta incertezza sul proprio futuro occupazionale, sono impegnati da oltre un mese in un presidio permanente dinanzi ai cancelli della fabbrica, anche per evitare l’asporto di macchinari che significherebbe, di fatto, la chiusura dello stabilimento, ma anche per sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni locali, delle fasce politiche e sociali, sull’ennesimo dramma occupazionale che si sta consumando sul nostro territorio. Finora non si è riusciti ad istituire alcun tavolo di trattativa, in quanto all’unico appuntamento fissato presso il ministero del Lavoro, la dirigenza della Treofan Italy, non si è presentata in quanto dimissionaria e la proprietà della Jindal Group, vera interlocutrice dei lavoratori non si è presentata; ad oggi manca una qualsiasi ipotesi di piano industriale che faccia chiarezza nel destino della fabbrica battipagliese. Il giorno 26 dicembre scorso, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio, in visita al presidio dei lavoratori in lotta, ha assunto l’impegno di convocare, subito dopo le ferie, un tavolo con la proprietà della Jindal Group al fine di verificare le reali intenzioni della nuova proprietà. La chiusura della Trofan sarebbe un ulteriore durissimo colpo all’economia di Battipaglia e dell’intera Piana del Sele, che già duramente è stata colpita dalla crisi economica incominciata nel 2008 con la chiusura di fabbriche storiche e di eccellenza quale l’Alcatel, la Paif, la Termo Paif e con la perdita di circa 1.000 posti di lavoro il ricorso alla cassa integrazione per circa 900.000 ore. Dati devastanti per quello che era uno dei poli industriali più importanti dell’intero mezzogiorno d’Italia. Martedì si delibererà la richiesta in via d’urgenza, della convocazione di un Tavolo di confronto con la proprietà della Jindal Group, presso il ministero del Lavoro a Roma con la presenza dello stesso ministro Di Maio, per affrontare le questioni inerenti il futuro produttivo dello stabilimento Treofan di Battipaglia; Chiedendo alla proprietà di presentare un piano industriale che chiarisca le prospettive produttive della Treofan di Battipaglia. Inoltre si darà mandato al sindaco Cecilia Francese, in caso di esito negativo della trattativa, di convocare i sindacati e organizzare dei presidi di protesta a sostegno dei dipendenti della ormai ex Treofan.

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