La Vedova allegra dei giovani: il tenore Salvatore Minopoli

Scritto da , 1 Ottobre 2019
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Sarà lui a rompere il ghiaccio con il personaggio dello squattrinato Conte Danilo Danilowitsch, questa mattina nel primo matinée per le scuole

 DI LUCA GAETA

 In occasione de’ La Vedova allegra di Franz Lehàr, che il Teatro Verdi di Salerno propone in collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Martucci” a partire dal stamane, fino al 6 ottobre, conosceremo, i giovani interpreti che formano il cast di questa produzione, affidata al Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno, al liceo musicale e coreutico “Alfano I” e al liceo Artistico “Sabatini-Menna”.

E’ il tenore dal bel timbro solare e potente Salvatore Minopoli, centroscena d’eccezione, il primo interprete del Conte Danilo Danilowitsch.

L.G. Come ti sei avvicinato al mondo del canto e quali sono ad oggi le tappe più significative del tuo percorso di studi e artistico?

S.M. È successo del tutto in modo molto casuale e naturale direi. Il primo approccio al canto, inteso come esibirsi su di un palco, è avvenuto in occasione di una recita scolastica alle scuole elementari. In seguito a questa esibizione, in cui l’allora mia maestra notò una certa predisposizione e naturalezza in quello che facevo, invitò i miei genitori a farmi approfondire questo aspetto. Occasione che si è ripresentata qualche anno dopo, quando frequentavo le scuola medie. Da lì iniziai un percorso di studi musicali, nel canto, per poi arrivare alla decisone di volermi dedicare completamente allo studio della lirica. Attualmente sto per completare il Triennio di canto presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, sotto la guida della maestra Marilena Laurenza. In parallelo allo studio del canto, ho avuto la possibilità di lavorare e quindi di entrare nel vivo del mondo della lirica, collaborando in qualità di artista del coro presso il Teatro Verdi di Salerno e presso la Fondazione Arena di Verona.

L.G. Che repertorio stai studiando?

S.M. Per il momento il repertorio donizettiano serio, come la Lucrezia Borgia, Roberto Devereux, ma anche repertorio francese lirico, come può essere la Manon di Massenet, il Faust di Gounod. Principalmente sto usando questo repertorio come percorso di studio per arrivare poi verso una vocalità che sembra essere più spinta come natura, portandomi ad interpretare magari ruoli come Don José dalla Carmen di Bizet.

L.G. Come hai saputo di questa produzione de La Vedova allegra in collaborazione con il Teatro Verdi e come ti sei preparato ad affrontare l’audizione.

S.M. Ho saputo di questo progetto in collaborazione con il Teatro Verdi all’interno del Conservatorio, dove, in collaborazione con la mia insegnante, ho preparato l’audizione per questo ruolo. Le audizioni si sono svolte nel mese di maggio alla presenza del Maestro Daniel Oren, che in modo attento e meticoloso, ha seguito le diverse esibizioni.

L.G. Che tipo di studio hai fatto per interpretare il tuo personaggio, il Conte Danilo?

S.M. Il personaggio che interpreto, mi piace particolarmente. Sulle prime dà l’idea di essere un libertino, poco dedito al suo lavoro ed al dovere in generale, ma che poi si scoprirà molto più profondo. Ecco, è questa “mutazione” l’elemento che rende il personaggio di Danilo complesso ed affascinante allo stesso tempo: complesso da rendere, sia vocalmente, che scenicamente. Con il regista Ermeneziano Lambiase stiamo lavorando proprio su questi aspetti.

L.G. Salvatore, prima di augurarti un grande “in bocca al lupo” per questa esperienza che ti appresti a vivere, quali sono i progetti e le tue aspirazioni per il futuro?

S.M. Colgo l’occasione per ringraziare gli ideatori di questo progetto, che ha offerto e consentirà a giovani cantati di potersi cimentare e confrontarsi con una realtà ed un pubblico importante come quello del Teatro Verdi di Salerno. Per quanto riguarda il futuro, desidero dedicarmi in primis allo studio, ampliando ed approfondendo nuovi repertori.

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