La variante al Puc che non piace a nessuno: la impugna anche il Lloyd’s Baia Hotel

Scritto da , 16 Aprile 2013
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Parcheggi dove ci sono piscine, zone residenziali dove ci sono alberghi. E’ capitato anche questo nella stesura della variante al Puc di Salerno, minata già su più fronti. Ed ora giunge il quarto ricorso al Tar per annullare la delibera di consiglio comunale che contiene la nuova variante al piano urbanistico comunale. Ad impugnarlo è Marinelli, titolare del Lloyd’s Baia Hotel che ha trascinato davanti al Tribunale amministrativo di Salerno, il sindaco Vincenzo De Luca e la Provincia di Salerno (che ha dato il via libera alla variante). A quanto pare, secondo il ricorso, la zona del Llody’s Baia Hotel non sarebbe stata classificata, secondo la nuova carta urbanistica, come alberghiera, bensì residenziale, con tutte le problematiche connesse. Inoltre, scomparirebbe la piscina: al suo posto un’area di parcheggio. Se confermato, si tratterebbe quasi certamente di un errore. D’altronde albergo e piscina ormai sono lì da decenni. Situazione analoga anche per la colonia San Giuseppe. Anche in questo caso l’arcivescovo Moretti ha impugnato la delibera consiliare: la struttura, infatti, non comparirebbe in una zona alberghiera, così come non risulterebbe l’annessa piscina, classificata come area di standard. Diverso il caso del palazzo delle Poste, acquistato dalla Rainone Real Estate (quelli del Crescent), i primi ad impugnare l’atto consiliare. Ma in questo caso il ricorso s’incentrerebbe sulla mancata riconversione del palazzo di Corso Garibaldi, da struttura destinata a servizi pubblici a privati. Nella prestigiosa struttura, sede delle poste centrale, i Rainone, infatti vorrebbero costruirci un albergo. I tre ricorsi sono tutti curati dall’avvocato Lorenzo Lentini, mentre un quarto a firma di circa 60 cittadini, è stato formalizzato dall’avvocato Paolo Stella Richter per bloccare la costruzione di un palazzo a Piazza Mazzini. Ricca offensiva, dunque, verso la già contestata variante al Piano Urbanistico Comunale. Al momento non ci sarebbero istanze cautelari e probabilmente si procederà direttamente alla fissazione di udienze di merito. La variante, ricordiamo, è quella che sostanzialmente ha trasformato aree pubbliche in edificabili (Piazza Mazzini, via Vinciprova, area ex Cementificio, zona Campo Volpe). Aree che sono state inserite nel piano di alienazione approvato nell’ultima seduta di Consiglio comunale. Un annullamento della variante urbanistica, da parte del tribunale amministrativo, potrebbe, con molta probabilità, far crollare tutto il castello: vendite incluse.

 

16 aprile 2013

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