La triste parabola di Schiavi: pedina di scambio o rescissione

Scritto da , 9 gennaio 2017

di Fabio Setta

SALERNO. E’ probabilmente una delle grandi delusioni di questa prima parte di stagione. Raffaele Schiavi ha sicuramente reso al di sotto delle aspettative. Soprattutto dopo la stagione scorsa sicuramente poco fortunata. Tornato in granata nell’estate del 2015 prelevato dal Catania, Schiavi nella scorsa stagione è stato condizionato da un brutto infortunio che lo ha tenuto a lungo fuori. poi qualche incomprensione con Menichini, una volta recuperata la forma fisica, ha fatto sì che il centrale restasse comunque ai margini della rosa granata. Sono state così soltanto otto le presenze collezionate nello scorso anno in campionato. Ritenuto uno dei punti fermi della nuova Salernitana, trattenuto nonostante qualche offerta, Schiavi però anche in questo girone di andata ha inciso davvero poco. Solo dieci i gettoni di presenza con qualche errore e ben poche prestazioni degne di nota. Il caso poi dell’infortunio prima del derby di Avellino, il comunicato della società in cui si escludevano lesioni o problemi e l’assenza alla ripresa degli allenamenti post derby hanno completato il quadro che apre alle porte all’inevitabile addio. In questo mercato di gennaio, iniziato fin qui senza troppi sussulti per il club granata, Schiavi sarà uno dei calciatori che saluterà la truppa agli ordini di Bollini. Il calciatore, nativo di Cava de’ Tirreni, è legato da un contratto che scade a giugno 2018. Per il momento grandi offerte per il calciatore non ce ne sono state. Si era mosso il Vicenza, inizialmente poi si è registrato un sondaggio dell’Ascoli. Anche il Parma ha preso informazioni così come il Latina e la Ternana. L’idea della Salernitana è di utilizzare il calciatore come pedina di scambio. Con il Vicenza si è parlato di Fabinho ad esempio mentre con il Latina, a cui è stato proposto anche Ronaldo, di Moretti. L’ipotesi più probabile, però, resta quella della rescissione contrattuale. Una soluzione spesso adoperata negli ultimi anni dal ds della Salernitana Fabiani. Una strategia che andrebbe a vanificare l’investimento iniziale ma che darebbe al club la sicurezza di liberarsi di un ingaggio e al calciatore la possibilità di poter scegliere la soluzione preferita.

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