La Tragedia di Lidia. Parlano i vicini di casa e i connazionali. Le ultime ore di vita

Scritto da , 2 Agosto 2015
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La rabbia dei “vicini di casa” è tanta. Abbiamo sentito alcuni vicini di casa che non vogliono essere citati poiché sono « molto arrabbiati e dispiaciuti per come certa stampa ha trattato questo fatto che ci ha sconvolto – affermano – abbiamo aiutato questa famiglia sin da quando è arrivata a San Marzano. Dopo che la madre della bambina ha lasciato la famiglia per tornare in Romania, tanti di noi vicini si siamo interessati di Lidia accudendola, regalandole pupazzi, giochi, colori e tanto altro. Qualcun altro l’ha tenuta anche qualche giorno a casa insieme ai propri figli» raccontano alcuni vicini di casa.

 

I conviventi. Pietro vive in Italia da alcuni anni e da tre settimane lo ha raggiunto anche la moglie. Conosceva Lidia, che bimba era? «Era una bimba dolce, buona, sempre sorridente. Amava giovare e correre qui intorno» Come stava negli ultimi giorni? «Aveva la febbre e tossiva un pò». Ma vi siete accorti che non stava bene? «Non ci siamo accorti che non stava così bene. Pensavamo fosse il caldo». Perché non l’avete fatta visitare da un medico portandola al pronto soccorso? «Non so, ora mi dispiace tanto». Cosa avete organizzato per i funerali? «Noi nulla, aspettiamo Gheoghe».

 

Le ultime ore di vita della piccola

Ricostruzione dei fatti

 

Ore 20Gheorghe, padre di Lidia, torna a casa dal lavoro nei campi. Incontra Lidia e si accorge che aveva la fronte molto calda e respira con affanno.

 

Ore 21Il padre insieme ai conviventi chiamo alcuni vicini di casa che accorrono nella casa e vista la situazione di salute molto precaria decidono di correre al pronto soccorso. Una vicini di casa prende l’auto e accompagna Gheorghe e Lidia in ospedale.

 

21.30Durante la corsa verso l’Ospedale di Sarno, la donna italiana si accorge che le condizioni di salute di Lidia peggiorano secondo dopo secondo.

 

22.00 Giungono all’ospedale Martiri di Villa Malta. I sanitari che soccorrono la piccola di 3 anni non possono fare altre che costatarne il decesso. Nel mentre, il pronto soccorso allerta i Carabinieri che sottopongono ad un lungo interrogatorio il padre che si svolge nella caserma di via Sodano a Sarno.

 

23.30 Il PM di turno affida le indagini al reparto territoriale di Nocera inferiore agli ordini del Capitano Avagnale. I carabinieri di San Marzano e di Sarno fanno un primo accesso nella casa di Lidia e sentono come persone informate sui fatti i vicini di casa.

 

Di Raimondo Aufiero

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