La tempesta secondo Franco Alfano

Scritto da , 28 febbraio 2016
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Ritorna la compagnia “Il teatro degli attori” in una due giorni nella Sala Pasolini, per affrontare uno dei testi più affascinanti di William Shakespeare

Di OLGA CHIEFFI

Ritorna questa sera alle ore 19,30 e domani alle ore 21, nella sala Pasolini il laboratorio “Il teatro degli Attori”, guidato da Franco Alfano con al suo fianco il Mumble Rumble di Peppe Zinicola, che dopo il Brecht della Die Dreigroschenoper, con cui esordì lo scorso anno sul palcoscenico del teatro Verdi, si cimenterà con La Tempesta, il più arcano e affascinante dei drammi di William Shakespeare. E’ certamente il testo in cui il tema della comunicazione viene più insistentemente alla superficie, e il più esplicito e ingegnoso nell’utilizzare l’opposizione fra memoria e dimenticanza. L’inizio del dramma consiste di una prolungata esposizione del tema: la tempesta rappresenta lo scatenarsi della confusione e della discordia nel microcosmo della scena, mentre i dialoghi servono a riavviare il ciclo della memoria e ovviare ai disastri provocati dalla sua mancanza. Il dramma, ambientato su di un’isola imprecisata del Mediterraneo, racconta la vicenda dell’esiliato Prospero, che sarà interpretato da Gino Del Bagno, vero duca di Milano, il quale per riportare la figlia Miranda (Rosaria Vitolo) al posto che le spetta, trama utilizzando illusioni e manipolazioni magiche. Mentre il fratello Antonio e il suo complice, il Re di Napoli Alonso stanno navigando, in ritorno da Cartagine, il mago invoca una tempesta che rovescia gli incolumi passeggeri sull’isola. Attraverso la magia e con l’aiuto del servo Ariel (Claudio Collano), uno spirito dell’aria, Prospero riesce a tirare fuori la natura bassa di Antonio, a redimere il Re e a far innamorare e sposare la figlia con il principe di Napoli Ferdinando. Teatro o Metateatro? Realtà o Sogno? “La Tempesta” offre una molteplicità di chiavi interpretative che costringono lo Spettatore a confrontarsi cono spettacolo crepuscolare nel senso più pieno del termine. L’astro fulgido di Shakespeare ormai declinante, con la vita terrena prossima a concludersi e l’addio al teatro vissuto come realtà e metafora insieme del congedo dal mondo; la figura di Prospero che come nessun’altra porta in sé l’impronta del suo creatore, il Bardo immortale, artefice di realtà “altre” pervase di umanità, incanto e magia, in questo vero alchimista dell’inganno teatrale. E inganno drammaturgico sembra essere la Tempesta che schianta la nave del Re di Napoli, terrificante e apparentemente perigliosa, in realtà sotto il controllo di Prospero attraverso lo spirito dell’Aria che lo serve; è la causa occasionale dell’innesco dell’azione drammatica, che costringe i personaggi ad interagire nell’unità di tempo e luogo del teatro classico. I naufraghi sono figure sbiadite, deboli, caratterizzate solo da vacui discorsi e miserrime ambizioni; un nulla rispetto alla gigantesca figura di Prospero, il mago, colui che controlla gli elementi e prevede il futuro. Cosa vuole il Mago? Vendetta, riscatto, il feudo? E, in definitiva, cosa vuole Shakespeare negli ultimi bagliori della sua vita? La conclusione della commedia lo chiarisce: perdono, redenzione, giustizia. Niente di negativo può perdurare in eterno e a tutti è concessa l’Assoluzione e la libertà dalla schiavitù (perfino all’orrido Calibano, che avrà la voce di Ciro Girardi, simbolo delle impure tensioni grossolane dell’Anima), in un sereno placarsi della furia degli elementi, simile al dissolversi di un Sogno. Il regista Franco Alfano ha mixato in questo spettacolo la versione classica e quella che l’Einaudi affidò ad Eduardo De Filippo per la traduzione in lingua partenopea, ispirandosi alla commedia dell’arte per gli spiriti rozzi Stefano e Trinculo interpretati rispettivamente da Antonio Grimaldi e Aldo Arrigo. A completamento del cast, Gabriella Landi, Gemma de Cesare ed Adriana Fiorillo che saranno le dee, Tanino Consiglio sarà Ferdinando Re di Napoli, Gianluca de Stefano e Dario Vitolo i naufraghi e ancora Matteo Rinaldi e Gigi Vernieri, Antonio e Alonso. Gli interventi musicali vedranno Alessandro Ferrentino alle percussioni e Giovanni Di Donato alla chitarra, ukulele e balalaika, mentre i costumi e i video sono firmati da Elena Scardino. “I giochi di magia son terminati. Come t’avevo detto, quegli attori erano solo spiriti dell’aria, ed in aria si son tutti dissolti, in un’aria sottile ed impalpabile. E come questa rappresentazione – un edificio senza fondamenta – così l’immenso globo della terra, con le sue torri ammantate di nubi, le sue ricche magioni, i sacri templi e tutto quello che vi si contiene è destinato al suo dissolvimento; e al pari di quell’incorporea scena che abbiam visto dissolversi poc’anzi, non lascerà di sé nessuna traccia. Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita” (William Shakespeare).

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