La storia di Abu Al Qassim: “In clinica non mi è concesso seguire il mio regime alimentare, ora basta” - Le Cronache
Pellezzano

La storia di Abu Al Qassim: “In clinica non mi è concesso seguire il mio regime alimentare, ora basta”

La storia di Abu Al Qassim: “In clinica non mi è concesso seguire il mio regime alimentare, ora basta”

di Erika Noschese

Ricoverato in clinica per alcuni accertamenti contrae il Covid e il suo ricovero si prolunga, inevitabilmente. A 36 giorni dal giorno del suo primo ingresso presso la struttura, non riesce ancora ad avere il pranzo o la cena richiesta, per ragioni legate alla religione. È la storia denunciata da Abu al Qassim, il salernitano convertitosi all’Islam, negli anni scorsi vittima anche di un’aggressione fisica da parte di alcuni salernitani, residenti proprio nei pressi della sua stessa abitazione. L’uomo, a causa di alcuni accertamenti è stato ricoverato presso una struttura di Pellezzano e, nel passaggio tra un “reparto” all’altro, in attesa dei dovuti accertamenti e analisi, si sarebbe contagiato. “Ero negativo al Coronavirus quando sono entrato in clinica ma sono stato spostato da un piano all’altro della struttura e poi sono risultato positivo dopo alcuni giorni di degenza, sono ricoverato in questa struttura da 36 giorni ma per fortuna sono asintomatico”, ha dichiarato Abu Al Qassim, spiegando che la sua religione impone un regime differente dal nostro. “Al momento del mio ricovero ho spiegato di non essere cattolico e che la mia religione vieta di mangiare carne di maiale, così ho chiesto di poter seguire un regime alimentare differente, senza avanzare pretese – ha aggiunto l’uomo – Non ho mai preteso una cucina a parte, solo per me ma la sostituzione di alcuni pasti, magari anche solo con del formaggio ma nonostante le numerose richieste non mi è stato mai concesso”. L’uomo, anche in passato, è stato costretto a ricoveri, tanto in ospedale quanto in cliniche pubbliche ma, ha ammesso, “non ho mai subito un trattamento simile, hanno sempre rispettato la mia religione e le mie necessità, sono un cittadino salernitano ho diritto anche io al rispetto della mia religione”. L’uomo pensa ora di rivolgersi alle autorità per il riconoscimento dei suoi diritti. Il suo stato di salute, infatti, non consente di rinuciare al pranzo o alla cena ma deve nutrirsi con una certa regolarità.