La storia del Costa d’Amalfi Il ricorso per la salvaguardia

Scritto da , 21 maggio 2018
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Brigida Vicinanza

Il coinvolgimento dei rappresentati dei gruppi politici di Pontecagnano Faiano, nell’infinito problema dell’aeroporto Costa d’Amalfi, è soltanto una presa di coscienza, purtroppo in ritardo, di una grave situazione che sta vivendo il territorio. Infatti, quello che normalmente viene definito, anche dalla stampa, un “allungamento della pista” da 1600 metri a 2200, è in realtà un profondo, serio e impattante sovvertimento della zona. Gli espropri, non ancora eseguiti, interessano ben 54 ettari di terreno, da tempo radicatisi in attività agricole, che corrispondono a più di 60 campi di calcio. Nonostante che la procedura pubblica fosse di notevole interesse, nessun sindaco, né assessore, né associazioni o partiti si sarebbe interessato a difendere il territorio dal sopruso che l’Enac aveva messo in moto. I cittadini e i territori, da questo punto di vista, dovrebbero essere difesi e salvaguardati da sconvolgimenti, non solo paesaggistici, che cambierebbero per sempre l’appetibilità di Pontecagnano Faiano. Appetibilità, appunto, che riguarda soltanto in minima parte il mercato immobiliare, ma che trova il suo più grande sbocco nell’agricoltura, nella salubrità del territorio e dei residenti. Infatti, basterebbe interpellare chi abita nelle vicinanze di un aeroporto e confrontare, dati alla mano, quanto sia impattante un’attività aeroportuale in termini d’inquinamento e di proliferazione di patologie per la salute dell’uomo. Quando il 23 novembre del 2016 furono richieste dal Ministero ulteriori integrazioni, le prescrizioni sollevate riguardavano le suddette argomentazioni che furono impugnate al Tar dai cittadini aventi diritto. Il 10 maggio è stato depositato il decreto di Valutazione d’Impatto Ambientale completo di tutta una serie di punti che il collegio di avvocati di Firenze, coadiuvati a Salerno anche dalla dottoressa Raffaella D’Angelo per la complessità del caso, andrà a discutere in data da destinarsi. Due corpose relazioni, atti e moltissimi documenti definiscono ampiamente la problematicità del caso. Il ricorso, eseguito dal dottor Vincenzo Petrosino, per l’annullamento del decreto che affermava la compatibilità ambientale del progetto è contro il ministro e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; contro il ministro e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; contro l’ente Nazionale per l’Aviazione Civile, in persona del legale rappresentato pro tempore e contro la Regione, in persona del presidente pro tempore. L’Enac ha solo pubblicato il 20 aprile 2018, a ricorso non ancora inoltrato e conosciuto, un semplice avviso al pubblico di avvio del procedimento di accertamento della conformità urbanistica. Finora non è stato ancora redatto il progetto esecutivo, poiché il Master Plan di presentazione del progetto non è da considerarsi come esecutivo. Lo stesso accordo tra Regione e Gesac, sembra essere soltanto un semplice accordo su un’opera da gestire che non si sa se sarà costruita.

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