La Soprintendenza smonta Gallozzi: “Spiaggia con elementi caotici”

Scritto da , 1 luglio 2017

Un disastro. Si potrebbe riassumere così il parere della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Salerno, in merito alla richiesta di approvazione del progetto del lido balneare del porto turistico “Marina d’Arechi”. Quello che, nella forma, è un cosiddetto preavviso di diniego, nella sostanza è una sonora bocciatura – quasi senza possibilità d’appello – non solo della proposta presentata dalla società di Agostino Gallozzi ma anche della Commissione locale per il paesaggio del Comune di Salerno che, lo scorso 12 giugno, ha rilasciato il proprio parere favorevole in merito.

Una spiaggia che non ci sarebbe dovuta essere, sottolineano proprio dalla soprintendenza, riempita di elementi che la rendono caotica e che – si legge nella nota a firma del responsabile del procedimento Costanzo Laudisio e della soprintendente Francesca Casule – contribuisce «a determinare un aggravamento delle condizioni di degrado del litorale costiero».

Un progetto per il quale la soprintendenza ritiene di non poter neanche «indicare le modifiche indispensabili a renderlo approvabile» e che ha sollevato numerose proteste, non ultima quella di Italia Nostra e Figli delle chiancarelle che hanno chiesto l’accesso agli atti.

Nel preavviso di diniego, infatti, Laudisio e Casule specificano quanto, in buona sostanza, denunciarono lo scorso anno a Cronache i proprietari delle strutture vicine al porto di Gallozzi, ovvero che la mancata realizzazione delle opere previste dal progetto originario hanno consentito la creazione di una vera e propria spiaggia privata che non ci sarebbe dovuta essere. «Nel complesso iter di approvazione del progetto – dice la Soprintendenza, facendo riferimento a quello del porto Marina d’Arechi – ancorché fosse stato affrontato il problema dell’erosione costiera attraverso il recepimento di interventi atti a garantire il mantenimento delle condizioni di progetto (canale tra porto e terraferma), non è stata data compiuta attuazione, per cui è da ritenersi che la naturale formazione della spiaggia sia conseguente alla mancata realizzazione degli stessi».

A prescindere, però, da come e perché la spiaggia di Marina d’Arechi abbia fatto la sua comparsa, è proprio lo stabilimento balneare – così come immaginato da Gallozzi – a non convincere per nulla la Soprintendenza: l’intervento proposto – si legge ancora – consiste nell’eterogenea installazione, su basi in calcestruzzo, di 4 discutibili containers adibiti a varie funzioni, di numerosi depositi, di cabine in legno secondo un’approssimativa disposizione nell’area e che l’insieme – comprensivo di percorsi pedonali, pedane, ombrelloni e tendoni ombreggianti –  appare caotico e non compatibile, contribuendo a determinare un aggravamento delle condizioni di degrado del litorale costiero».

Una croce quasi nera sul progetto dello stabilimento del Marina d’Arechi ma anche sull’operato della Commissione locale per il paesaggio del Comune di Salerno che pare aver dato un via libera senza specificarne i motivi. Un parere che per Laudisio e Casule è «non giustificato», con la Clp che ha espresso un «apodittico “Parere favorevole considerata la stagionalità dell’intervento proposto e lo scarso impatto ambientale dello stesso”, senza spiegare i motivi in base ai quali abbia ritenuto le opere assentibili». Allo stesso modo – continuano dalla Soprintendenza – non è stato esaudito l’obbligo di motivazione dal momento che non è illustrato il metro di valutazione né le ragioni della ritenuta conformità ai valori paesistico-ambientali».

Quindici i giorni a disposizione di Agostino Gallozzi per presentare le proprie controdeduzioni al preavviso di diniego. L’impresa, però, sembra piuttosto ardua, per non dire impossibile.

Consiglia