La sonificazione del gesto con Pietro Polotti e Sarah Taylor

Scritto da , 15 settembre 2016
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Questo pomeriggio, il Conservatorio Statale di musica “G.Martucci” ospiterà la performance di chiusura della masterclass del compositore, con la partecipazione dei ballerini  Yuri Locci e Vittoria Caneva

 

Giulia Iannone

Danza e ed elettronica per l’anteprima del VI Festival di Musica Elettronica “AumentAzioni”, diretto da Silvia Lanzalone, coordinatrice del dipartimento organizzatore nuove tecnologie e linguaggi musicali, che prenderà il via il 5 ottobre. Oggi, alle ore 17, Pietro Polotti, unitamente alla coreografa Sarah Taylor, e gli allievi del triennio dell’ Accademia dell’Opera di Roma, Yuri Locci e Vittoria Caneva, terrà nella Sala Concerti del Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno, la performance finale della masterclass dal titolo “Musica, Tecnologia ed Embodiment – sonificazione come rappresentazione del gesto coreografico”. Dallo sviluppo del Live Electronics nell’ambito della tradizione della musica elettroacustica, si è appreso come uno dei principali problemi della produzione musicale legata alle nuove tecnologie riguardi la capacità di controllo in tempo reale e la conseguente espressività del suono prodotto. Ispirandosi a pratiche extra-musicali che vanno dalle arti visive alla ricerca informatica sull’interazione uomo-macchina, il progetto EGGS, di cui fa parte l’opera “Un-pLugged pLoden, a Ligament Lento”, di Maurizio Goina, Pietro Polotti e Sarah Taylor (2012), che verrà eseguita, rovescia il rapporto consueto tra corpo e musica, o meglio, tra corpo e suono. Grazie a semplici sensori e alle tecnologie digitali, il movimento del corpo di una danzatrice diventa generatore di suono. La coreografia quindi non è più costruita sulla musica, ma crea la musica come sua conseguenza e rappresentazione. Tale concetto esteso ad atti quotidiani, come per esempio il camminare, diviene un modo per potenziare la funzionalità ecologica dell’udito. Il suono prodotto mediante l’elettronica si trasforma in feedback percettivo della gestualità e ci permette di sviluppare con l’ascolto una maggiore consapevolezza di noi e delle nostre azioni. Ma è vero anche il contrario: attraverso l’agire gestuale e motorio possiamo approfondire conoscenza e rapporto con il suono. In quest’ottica la tecnologia sviluppata è pensabile come una risorsa che concorre all’apprendimento musicale, attraverso l’uso libero e astratto del corpo, senza i vincoli che caratterizzano posture e movimenti di chi suona uno strumento musicale.

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