La seconda vita di Marta Santoro tra solidarietà e beneficenza

Scritto da , 19 novembre 2018
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di Antonio Di Marco

CAPACCIO – Dove è finita Marta Santoro, l’ex castigatrice di albergatori e altri imprenditori con epicentro i templi ma in grado di arrivare fino ad Agropoli, Battipaglia e Valle del Calore? Possibile che passi le sue giornate in famiglia deliziando i suoi cari di torte?
Sembrerà incredibile ma è così. Marta è diventa l’anima dell’associazione “La Resilienza” e fiancheggia la “Croce Rossa” e altre iniziative assai più che benefiche, tra cui le famose donne vittime di violenza. Il Comune le ha affidato una sede gratis e sindaco e vicesindaco presenziano agli eventi.
Nessuno nei dintorni di Paestum ha dimenticato Marta Santoro, la subcomandante della Forestale di Foce Sele, colei che durante il suo periodo di attività non suscitò nessun sospetto sulla sua attività, ma solo peana di apprezzamenti.
Non furono più di tre le voci divergenti. Il corrispondente di un quotidiano e redattore di un piccolo settimanale, prontamente zittito, uno che si entusiasmava mai, e chi aveva la malaventura di impattare nelle sue “indagini” ma dalla parte sbagliata. Presa e condannata, ristretta dietro le sbarre. Sconta la pena? Ovviamente riceve sconti vistosi. Una autocritica pubblica da parte sua? Non se ne sono sentite se non la solita lamentela di essere stata sottoposta anche lei alla “gogna mediatica” (un’altra vittima dei giornalisti!), qualcosa ci si sarebbe aspettato da parte di quel mondo mediatico, imprenditoriale e politico che era pronto a esibirla come simbolo di legalità e, invece, niente. Non vorremmo che oggi prendesse tutti per la gola… e con le sue torte tornasse ad essere la sub-comandante Marta, presidente dell’associazione “La resilienza”.
Niente di grave, anzi ce ne si compiace. A patto di non dimenticare

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