La scomparsa della destra salernitana

Scritto da , 14 luglio 2015

di Andrea Pellegrino

Quando dai banchi d’opposizione si esalta il capo della maggioranza le ipotesi sono tre: o davvero è il migliore in assoluto, o si cercano poltrone o non si è in grado di elaborare proposte alternative. E’ accaduto a Napoli ed ancor prima a Salerno. Il protagonista è sempre lui: Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno ed attuale governatore della Campania che, durante il primo Consiglio regionale, ha addirittura convinto Pasquale Sommese (Ncd), Monica Paolino (Fi) e Alberico Gambino (Fdi). Ma ancor prima l’impresa era riuscita nella sua Salerno, dove la maggioranza ad ogni Consiglio s’allarga sempre più. Basti pensare che su tematiche strategiche, quali bilancio o varianti urbanistiche o proposte di nuovi insediamenti, i voti dell’opposizione raggiungono al massimo quota tre. Per il resto la riverenza alla maggioranza è totale. D’altronde è recentissima la notizia della nomina del Consiglio generale dell’Asi da parte dell’attuale amministrazione comunale, quindi del sindaco facente funzioni Enzo Napoli, di Anna Ferrazzano, colei che sarebbe dovuta essere (nella sua qualità di candidato sindaco per il centrodestra) la leader dell’opposizione. Ed invece, ad oggi, a poco meno di dodici mesi dal voto per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale di Salerno, il centrodestra non ha nessuna proposta alternativa e rischia di consegnare, consapevolmente, la città ad un erede (anche diretto) dell’ex sindaco Vincenzo De Luca che vincerà non solo per meriti suoi ma soprattutto per demeriti altrui. Ma ormai anche gli esponenti di centrodestra pare ne abbiano preso consapevolezza. Una unità sempre più impossibile tra i partiti, o quel che resta di loro, ed il rischio sempre più concreto di piazzare un nome come candidato sindaco all’ultimo momento, così come avviene ormai da più di venti anni. Solo che accanto al nome, questa volta (così come l’ultima) mancherebbe anche il programma di governo e l’idea di città da contrastare al “deluchismo”. L’aspetto più preoccupante è che ciò che avviene a Salerno si sta riproducendo anche in aula regionale. D’altronde alle primarie del Pd il centrodestra, in alcune realtà, ha premiato Vincenzo De Luca. Ancor prima lo ha fatto sostenendo Giuseppe Canfora alla presidenza della Provincia di Salerno. Senza però ottenere – al momento – nulla, se non la distruzione lenta dell’opposizione e quindi del centrodestra in provincia di Salerno. E così può capitare, nei Comuni, che un ex comunista vinca le elezioni grazie ad una coalizione di centrodestra ed un ex Udc le perda per colpa del Pd.

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