La sabbia mancante è al Marina d’Arechi

Scritto da , 28 Agosto 2015
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di Andrea Pellegrino Se le coste della zona est soffrono in termini di arenili, il “Marina d’Arechi” ritenuto tra i maggiori responsabili dell’erosione, pare che abbia recuperato un bel pezzo di spiaggia. Il giro di correnti, la mancanza di barriere e dei pennelli, nonché dello stesso ponte disegnato da Calatrava – tutti previsti nel progetto ma non realizzati – avrebbe così riportato in una delle insenature del porto di Agostino Gallozzi un bel po’ di spiaggia. E sono in molti a chiedersi che fine farà l’arenile oggi al servizio del porto turistico. C’è chi sostiene che il “Marina d’Arechi” ben presto offrirà anche il servizio spiaggia e chi invece pensa che quella sabbia potrebbe essere utilizzata per il ripascimento di alcune zone. Quali? Non è dato sapere. Non fosse altro che si tratterebbe allo stato di ipotesi, seppur l’attenzione dei «danneggiati» sia abbastanza alta e costante. Anche perché si tratterebbe sostanzialmente di sabbia a loro sottratta. Basti pensare che sia ad est che ad ovest del porto turistico il tratto di spiaggia «mangiato» è abbastanza rilevante, al punto che gli stabilimenti della zona (compresi quelli delle forze dell’ordine) hanno perso notevoli file di ombrelloni. Colpa delle opere mancate, sostengono in molti. Ma a finire sotto accusa ci sarebbe anche la mancata realizzazione del ponte di Calatrava che avrebbe fatto abbandonare l’iniziale progettazione del Marina d’Arechi che sarebbe dovuto essere un’isola porto. Un’opera quella disegnata dall’archistar che sarebbe servita a determinare il regolare flusso delle correnti marine, evitando così la riduzione preoccupante delle coste. In più mancherebbe il completamento delle barriere di protezione, così come previsto dai progetti regionali e comunali. Si dice, tra l’altro, che nel suo tratto di competenza, quindi ad est del porto turistico, il Comune di Pontecagnano Faiano non abbia proprio cominciato i lavori mentre per quanto riguarda Salerno per ora si tratterebbe di un semplice avvio che rischia di far saltare nel futuro i tuffi estivi dei bagnanti. Tra l’altro in una delle poche zone cittadine in cui ci sono spazi attrezzati.

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