La rivoluzione gentile di Angelo Nairod

Scritto da , 15 Maggio 2022
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di Gemma Criscuoli

Se credete che una rivoluzione non possa essere gentile, non conoscete Angelo Nairod. Biologo nutrizionista e fotografo innamorato della scrittura, ha presentato, presso la Libreria Imagine’s Book, la sua ultima raccolta di racconti, “Uova in camicia…E altre storie di (stra)ordinario coraggio”, edita da Dialoghi: dodici narrazioni in cui ritrovarsi e amarsi è l’unico antidoto alla violenza domestica, all’odio contro diverse identità sessuali, all’ottusità che non perdona il diritto di essere, comunque e sempre, liberi. Tra le emozionanti letture di Maria Robertazzi e del controtenore Pasquale Auricchio, che ha cantato brani ricchi di tensione e bisogno di rinascita ( da “Shallow” di Lady Gaga e Bradley Cooper a “Praying” di Kesha, per chiudere con “Mad world” di Gary Jules), Olga Chieffi ha riflettuto sull’aggettivo nel sottotitolo del libro. “Il termine straordinario fa pensare a qualcosa che fa paura, in quanto eccede l’assodato. L’omosessualità, l’omogenitorialità si pongono fuori dall’ordinario, inducendo, quindi a guardare al futuro, ma l’invito è a guardare anche indietro, a Parmenide che, nelle linee chiare e nelle linee scure, frange e pone tutti sullo stesso piano”. “L’odio, la violenza, lo stigma – ha affermato Francesco Napoli, Presidente Arcigay Salerno- sono frutto di una scarsa disponibilità a interrogarsi su ciò che portiamo e su ciò che gli altri portano. In Italia 500.000 figli di coppie omogenitoriali non vedono riconosciuto il proprio amore. Il genitore “fantasma” non può lasciare loro un’eredità se non con un contratto notarile impugnabile, magari, da una lontana parente. La battaglia per le unioni civili, in effetti, è stata persa, proprio perché si è derogato alla dignità dei figli delle coppie gay. L’Italia è, inoltre, il primo paese in Europa per atti discriminatori e violenti contro la comunità trans : per questo il concetto di identità di genere è stato strenuamente difeso al momento di discutere della legge Zan. In un racconto di Angelo, Marcella, che ha la sindrome di Tourette, riesce a porre in padella due sole uova, mentre le altre sono spiaccicate ovunque. Vorrei che in ognuno di noi ci fosse una Marcella, pronta a non arrendersi”. “Ho adottato i libri di Angelo nella mia scuola – ha sottolineato Giuseppe Aversa dell’istituto Alberghiero di Pagani, che ha moderato l’incontro- perchè sa giungere al cuore di chi legge. Ne ho avuto conferma quando ne ha discusso con gli allievi: la reazione dei ragazzi è stata estremamente positiva”. Ma come vive Nairod il suo rapporto con la narrazione? “Sono tendenzialmente prolisso, ma ho voluto qui essere essenziale per concentrare immediatamente l’attenzione sull’oggetto del mio lavoro – ha precisato l’autore- Amo, del resto, la scrittura vigorosa e asciutta di Carver. Un artista deve avere sempre una visione bidimensionale: senza mai perdere di vista il messaggio, deve aver cura di un livello secondario, percepibile oltre la superficie”. Non poteva mancare un racconto dominato dalla pandemia: i numerosi casi di obesità infantile, per cui la Campania detiene un triste primato, hanno indotto l’autore a misurarsi con un disagio che attraversa le generazioni. “Ho preferito ambientazioni al Sud, come Paestum o Salerno, perché qui si fa oggettivamente più fatica a costruire un proprio percorso di riscatto dai pregiudizi, ma “L’amore ai tempi del coronavirus” si svolge a Milano, dove una donna dal pessimo carattere e un giovane uomo scoprono una sintonia inaspettata a dispetto di ogni distanza. Quando si capisce che un diritto all’amore negato è profondamente ingiusto, le difficoltà diventano opache”. Nairod possiede il dono dell’empatia: le vicende da lui raccontate risultano talmente vicine alla prospettiva del lettore che anche chi proviene da un vissuto totalmente diverso si riconosce nei personaggi, si lascia guidare da loro tra dubbi e falsi miti alla ricerca di una misura umana (e quindi allergica alle facili categorie) delle cose. La nudità dello stile non è mai innocua : conduce senza presunzione e senza filtri all’anagramma chiamato amore. Come, del resto, recita la citazione biblica all’inizio del volume, “Chi non ama, dimora nella morte”.

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