La rivoluzione di Francesco Giudice

Scritto da , 23 Settembre 2020
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L’ex-vicesindaco della giunta scalza di forza il sindaco uscente del comune di Ispani Marilinda Martino, dopo averne capeggiato la sfiducia avvenuta in febbraio. Il primo intervento del nuovo primo-cittadino sarà quello di tranquillizzare e conquistare la parte della popolazione che non lo ha votato

Di Olga Chieffi

“Ispani, una delle perle del Golfo di Policastro, con una frazioncina montana, San Cristoforo, e una marina, Capitello, ha vissuto una vera e propria rivoluzione, pre-annunciata sin dall’autunno scorso e riaffermata con la sfiducia del sindaco Marilinda Martino nel febbraio, che ha lasciato il comune, naturalmente, nelle mani del commissario, che lo ha traghettato fino alle elezioni, che ieri hanno salutato, dopo decenni di guida Martino, la proclamazione del nuovo sindaco Francesco Giudice, già vice-sindaco per circa dieci anni”. 

Francesco Giudice prende il timone del Comune di Ispani. Riuscirà ad essere il Sindaco di tutti?

“E’ il mio primo impegno questo. In primo luogo quello di tranquillizzare e conquistare con opere e fatti quella parte della cittadinanza che non mi ha votato. Mi rendo conto che in un piccolo paese si possano creare attriti, false voci, minacce fantasmatiche, ma ora serve compattezza, per poter guardare con fiducia al futuro.”

La sfiducia e il commissariamento sono venuti in un momento particolare, alla vigilia del Covid, poi, la chiusura. Durante il lockdown con la sua squadra come ha agito?

“Siamo stati tutti impegnati nel servizio civile, nella distribuzione della spesa, nel dar sollievo ai meno abbienti, sempre pronti al servizio dei cittadini.”

Il suo primo intervento quale sarà?

“Abbiamo opere già finanziate e avviate da quando ero in giunta, l’approdo turistico, la costruzione di una Spa un centro benessere pubblico ad Ispani, che verrà poi affidato attraverso una gara, e i finanziamenti per rifare le facciate dei palazzi di Capitello, un restyling che comprenderà anche i giardini, naturalmente, e non per ultimo l’assunzione di almeno altri due elementi per offrire sostegno all’ufficio tecnico del comune e sveltire, così, certe lentezze burocratiche, che da tempo affliggono l’amministrazione. Accetto, comunque, consigli e segnalazioni da tutti e la casa comunale sarà sempre aperta”. Il successo di Francesco Giudice, al quale auguriamo buon lavoro, avverrà solo quando il comune potrà di nuovo considerarsi il segno, nel suo divenir parola, suono, che diventa di-segno, archè, principio tornando a restituire qualcosa dell’antica agorà, della quale dobbiamo essere tutti eredi, nella quale verranno rispolverati quei rapporti, nascite, emozioni, progetti, che porteranno la cittadinanza a far parte, pienamente del progresso del “suo” paese.

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