«La Regione ha fatto finta di non vedere»

Scritto da , 27 novembre 2018
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di Red.Cro.

Non le manda a dire l’avvocato Franco Massimo Lanocita, il legale incaricato dai comitati e dai comuni di Mercato San Severino e Montoro di seguire la delicata vicenda dell’impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere in località Soccorso, a Fisciano, con il coinvolgimento diretto di alcune frazioni dei due comuni che hanno presentato ricorso al Tar. Secondo l’avvocato Lanocita «la Regione ha fatto finta di non vedere. Le cartine mandate lì per individuare e rappresentare il luogo dove sarebbe stato realizzato il sito, erano del tutto infedeli. Da una valutazione più attenta si nota che il sito è all’interno di un corridoio ecologico. La posizione non veritiera del sito è stata volutamente rappresentata in questo modo per rappresentare la lontananza dalle sponde della Solofrana e dal corridoio ecologico. Eppure, leggendo le carte in modo approfondito, si nota che il sito si trova a 45 metri dalle sponde del fiume». L’istanza, tra l’altro, e l’integrazione cartacea inviata alla Regione Campania, risale a settembre 2017, con pieno coinvolgimento dell’attuale maggioranza del Comune di Fisciano: «L’istanza fu presentata dall’allora commissario, ma l’approvazione del progetto ai fini della dichiarazione di pubblica utilità dell’opera fu fatta dal consiglio comunale con il nuovo governo cittadino». Il sito, peraltro, doveva essere assolutamente diverso da come invece risulterebbe oggi: «Si è partiti con un sito di 30mila metri quadri, destinato a ricevere un intervento che non riguardava soltanto l’impianto ma anche la realizzazione delle strade di accesso. Dopo aver fatto una sorta di prescrizione che escludeva la Via, è stato detto di fare un intervento che garantisse almeno 7mila metri quadri di verde, più tutto il verde dato dalle siepi che dovrebbero circondare le aree. Calcolando un minimo di profondità delle siepi, si vanno a togliere altri 4-5mila metri quadri, riducendo quasi della metà l’intera area, mentre il progetto prevedeva 30mila metri quadri operativi. Ciò significa che si è determinata l’impossibilità di esecuzione del progetto originario, che necessita di rimodulazione e di un nuovo invio in Regione. Questa ennesima contraddizione denota la leggerezza con cui hanno ritenuto di non sottoporre l’intervento alla Via».

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