La Provincia annulla gli espropri

Scritto da , 16 ottobre 2013

di Andrea Pellegrino

Se la scelta resta politica sulla realizzazione o meno del Termovalorizzatore di Salerno, le conseguenze restano pratiche. Questione anche di soldi per gli enti che dovranno riconoscere gli indennizzi per i terreni espropriati. Così mentre il ministro sceglie che strada intraprendere sugli inceneritori, ed il Tar di Salerno non si pronuncia sul contenzioso in atto tra società aggiudicatarie della costruzione dell’impianto (De Vizia contro Rcm), la patata bollente degli espropri è tutta nelle mani dell’ente provincia, divenuta “competente” dopo il passaggio di consegne da parte del Comune. E non senza novità: è di qualche mese fa, infatti, l’annullamento degli atti relativi a due espropri in corso. Provvedimento già impugnato dall’avvocato Marcello Fortunato innanzi al Tar di Salerno che ha già fissato l’udienza per il prossimo 24 ottobre. Alla base del provvedimento proposto dal Rup Lorenzo Criscuolo e condiviso dalla giunta Iannone ci sarebbero discrepanze sulla valutazione degli indennizzi. Praticamente la valutazione comunale supererebbe di gran lunga quella rivista da parte dell’ente provinciale. Così la giunta provinciale avrebbe annullato tutto, compresa l’ordinanza che all’epoca fu firmata da Vincenzo De Luca, investito dal Governo della carica di commissario delegato alla realizzazione dell’impianto salernitano. Ora anche sugli espropri e sugli indennizzi dovrà pronunciarsi il Tar di Salerno. In ballo ci sono somme, anche abbastanza rilevanti, da destinare a privati per la realizzazione di una probabile (anzi sempre più improbabile) opera dal travaglio sempre più complesso. Le sue origini, infatti, risalgono all’emergenza rifiuti in Campania. De Luca, all’epoca sindaco – commissario straordinario, individuò quale possibile soluzione la realizzazione di un termovalorizzatore che sarebbe dovuto nascere nell’area di Cupa Siglia. Una convinzione più che certa che mise in moto immediatamente la macchina amministrativa a Palazzo di Città. Fino allo stop ed alla virata dello stesso De Luca all’indomani del trasferimento delle funzioni per la realizzazione dell’impianto dal Comune alla Provincia. Da allora la vicenda si è trasferita nelle aule di tribunale non senza un scontro politico acceso tra Provincia e Comunale che portò perfino la Ferrazzano (all’epoca vicepresidente della Provincia) a querelare De Luca, Bersani e Vendola per le dichiarazioni rese sulla “conduzione dei procedimenti amministrativi istruiti dalla Provincia” per la realizzazione dell’impianto.

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