La prosa al Teatro Verdi fa XXII

Scritto da , 5 luglio 2017

Presentata la stagione di prosa del massimo cittadino con dieci titoli che spazieranno dai classici quali Sei personaggi in cerca d’autore ai titoli eduardiani con Filumena Marturano e Il Sindaco di Rione Sanità alle performance di Virginia Raffaele e Arturo Brachetti

Di OLGA CHIEFFI

Il sindaco Vincenzo Napoli e il direttore del Teatro Pubblico Campano Alfredo Balsamo, hanno illustrato ieri mattina a Palazzo di Città, il XXII cartellone di prosa del teatro Verdi. Sala del Gonfalone affollata da diversi operatori dello spettacolo tra cui anche Claudio e Valentina Tortora che ospiteranno sul palcoscenico della XXIX edizione del Premio Charlot, diversi artisti che applaudiremo nella nuova stagione del massimo cittadino. Apertura il 26 ottobre con le due donne di Pasquale Squitieri, Claudia Cardinale e Ottavia Fusco, che realizzano l’ultimo progetto artistico del loro carismatico regista “La strana coppia” un esempio di come Neil Simon, il più geniale e prolifico autore del teatro comico della seconda metà del ‘900, riesca sempre a trovare quel pizzico di simpatica follia nella vita di tutti i giorni, narrando la difficile e complicata convivenza tra due uomini (stavolta donne) dalle personalità diametralmente opposte. Il 2 novembre sarà la volta di Isabella Ferrari e Iaia Forte impegnate in “Come stelle nel buio” Una black comedy tra umorismo nero e sofisticata ironia, di Igor Esposito, per la regia è di Valerio Binasco, si continuerà il 16 novembre con la “ladra di facce” Virginia Raffaele, che porterà in scena le sue esilaranti creature. Dall’étoile Fracci, che volteggia sul palco fra piroette estreme e battute impudenti, alle curve di Belen, all’ex ministro Boschi, che espone “concretamente” i disegni di legge con battiti di ciglia, specchio ironico di altrettante manie e ossessioni della nostra società. Spazio alla lirica in dicembre e apertura del nuovo anno, il 18 gennaio con “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello, per la regia di Luca De Fusco, il quale si è affidato alla recitazione di Eros Pagni e Gaia Aprea, per omaggiare il genio siciliano nel centocinquantenario della nascita. In scena non va la vita, bensì la sua rappresentazione, il metateatro diventa scontro tra verità e ipocrisia nell’incomprensione tra chi è personaggio condannato all’eterna ripetizione e chi persona mutevole, dalla realtà differente dalle primitive aspirazioni. Il 25 gennaio Roberto Andò proporrà la sua rilettura de’ La locandiera di Carlo Goldoni, con una Mirandolina contemporanea, Laura Morante, padrona di un B&B: rapidi cambi, dialoghi ironici e taglienti quanto nella visione innovativa della donna: elemento di forza motore stesso della commedia. Febbraio si apre con Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses in Filumena Marturano commedia eduardiana bella e amara, dove le parole si levano micidiali e spietate in una ricerca ansiosa di sconosciute purezze, mentre una sofferenza che brucia senza fiamme, ma che ha un suo scontroso pudore di rivelarsi, e gridare, e arroventarsi intride l’intero testo. Ritorna Arturo Brachetti amatissimo trasformista col suo nuovissimo one man show Un varietà surrealista che ci porterà nella sua casa segreta, senza presente, passato e futuro, in cui conserva sogni e desideri. Ritroveremo il 1 marzo anche Daniele Russo con “Il Giocatore” che va a chiudere la trilogia sul concetto di libertà e di perdita della stessa. Dopo la società distopica dominata dalla violenza del visionario Arancia Meccanica diretto dallo stesso Gabriele Russo e l’opprimente ospedale psichiatrico di Qualcuno volò sul nido del cuculo diretto da Alessandro Gassmann, è la volta della Roulettenburg dominata dal gioco di Dostoevskij, una spirale fatta di azzardo, di passioni e di compulsioni che porta dritti in quel (non)luogo dove il desiderio si trasforma in ossessione e non si limita più a governare i protagonisti, ma finisce per soggiogarli. Il 15 marzo, direttamente dal Napoli teatro festival, riecco anche Alessandro Preziosi, stavolta nei panni di Vincent Van Gogh, in “Vincent Van Gogh: l’odore assordante del bianco” in un testo di Stefano Massini per la regia di Alessandro Maggi. Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento in manicomio di Vincent Van Gogh lo spettacolo realizza una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica. Chiusura il 22 marzo con Francesco Di Leva e Giovanni Ludeno protagonisti de’ “Il Sindaco del Rione Sanità”, con la partecipazione di Massimiliano Gallo e la regia di Mario Martone. Una versione personale e attualizzata della celebre opera di Eduardo voluta da Carolina Rosi la moglie di Luca De Filippo. Un lavoro di squadra, radicato col quel territorio del teatro che è molto spesso all’attenzione della cronaca per altri fatti, dove insiste il Nest, “teatro di periferia e di sfide”. Alla stagione del massimo si aggiungono i cinque di teatro contemporaneo e civile, in scena alla Sala Pasolini, che da settembre presenterà un ricco carnet di eventi: Anatomia di una solitudine (9 e 10 novembre), Di patria mia….Leopardi e l’Italia (venerdì 12 gennaio, in scena Corrado Augias), Il Servo (10 e 11 febbraio, con Tony Laudadio), Il secondo figlio di Dio (27 febbraio, con Simone Cristicchi), La manomissione delle parole (7 marzo, con Gianrico Carofiglio). Da non perdere al Teatro Augusteo, da venerdì 13 a domenica 15 aprile 2018, lo spettacolo fuori abbonamento “Slava’s Snowshow”, adatto a grandi e piccini, evento internazionale. A questa si aggiungerà la rassegna Primi applausi per le scuole, mentre non mancherà il “Giù la maschera, ogni venerdì con i protagonisti degli spettacoli, condotto da Peppe Iannicelli. La vendita per gli abbonamenti alla stagione di prosa prevede un diritto di prelazione per i vecchi abbonati, fino al 15 luglio. Per i nuovi, la vendita scatterà il 18 luglio e terminerà il 29.

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