La prima volta in dieci, le occasioni mancate dei Cinque Stelle e di Salvini

Scritto da , 8 maggio 2016

di Andrea Pellegrino

E’ la prima volta che si presentano dieci candidati sindaco a Salerno. Per sfiorare questa cifra occorre tornare indietro nel 2001 quando i candidati furono 9. Fu la prima volta, allora, di una tornata senza Vincenzo De Luca in prima persona che cedette il passo a Mario De Biase che ne uscì vincitore battendo Aniello Salzano ed anche un emergente Lello Ciccone. Da allora il numero si è sostanzialmente ridotto. Alle ultime erano in sei: De Luca in campo contro Anna Ferrazzano, candidata del Pdl, poi passata tra le fila dei deluchiani. Ieri a mezzogiorno le candidature presentate all’ufficio elettorale allestito a Palazzo di Città sono dieci. Con ben 23 liste a loro seguito. Con ben 700 candidati circa. Di questi dovranno uscirne solo 32, sindaco escluso. Una marea di candidati, se ne conta quasi uno in ogni condomino della città. Alcuni navigati, altri uscenti, altri speranzosi, altri ancora semplici tappabuchi per formare le liste. Molte donne imposte per legge, ricercate e corteggiate fino all’ultimo secondo disponibile per arrivare alla soglia dei trentadue candidati e tecnicamente chiudere la lista in tempo utile. Ma il numero elevato dei candidati in campo lascia presagire anche un altro dramma, quello che si sta consumando ormai da anni a livello nazionale: la ricerca nella politica di un posto di lavoro. Sia esso consigliere comunale, provinciale, regionale e così via. Basterebbe una lettura veloce delle liste per accorgersi di quanti, allo stato, non abbiano un proprio lavoro, rispecchiando, così, completamente quanto accade in ogni angolo d’Italia. Una considerazione, questa, che trova anche conferma dalla travagliata formazione delle liste e dai cambi last minute.
A liste presentate, comunque, a Salerno sorge il problema di sempre. Una opposizione, quella che è rimasta fedele alla linea, che ancora una volta si presenta impreparata all’elettorato rispetto ad una corazzata che si è rafforzata anche con l’elezione di Vincenzo De Luca alla presidenza della Regione Campania. Forza Italia si è dovuta aggrappare a Roberto Celano, consigliere comunale uscente che sostanzialmente porta, in questa tornata elettorale, la bandiera del centrodestra semi unito che paga beghe personali, rispetto al progetto di città. Basti pensare allo scontro tra Cirielli e Carfagna che ha reso impossibile la sintesi. O alla fuga di Raffaele Adinolfi che da coordinatore cittadino azzurro ha deciso di sposare il progetto di Mario Adinolfi candidandosi a sindaco sotto la bandiera del “Popolo della Famiglia”. Ed ancora Gigi Cassandra ed Antonio Cammarota che viaggiano per i fatti loro. A loro c’è poi tutto il resto del mondo. Quello di Vincenzo De Luca e quindi di Enzo Napoli che raccoglie l’eredità del suo predecessore, arricchita – tra l’altro – da consiglieri un tempo oppositori, passati al di qua della barricata. Ma le elezioni 2016 a Salerno segnano soprattutto la sconfitta del Movimento 5 Stelle che “per due telefonate di troppo” avrebbe mandato all’aria un progetto alternativo che avrebbe messo in difficoltà l’attuale maggioranza. Ed, invece, dai vertici pentastellati in giù, pare che se ne siano lavati le mani, spazzando via la lista ed il progetto, proprio in quella città da cui è partito lo scontro più acceso al sistema di Vincenzo De Luca. “Incompabilità personali e ambientali” hanno fatto tramontare, ancora, anche il progetto di Matteo Salvini, che per ragion nazionali ha dovuto spostare l’intesa con i Fratelli d’Italia, rompendo così l’equilibrio a Salerno città. Pezzi che in parte ha raccolto per strada Roberto Celano, per quanto riguarda i salvianiani e Dante Santoro, per quanto riguarda invece i Cinque Stelle. Alla fine quest’ultimo giovane candidato, ad oggi, si piazza al centro tra il blocco partitico e civico di Celano ed il centrosinistra più moderato di Enzo Napoli. Uno spazio, anche abbastanza enorme, che lascerebbe ipotizzare anche ad una possibile sorpresa e quindi ad una buona affermazione di Dante Santoro. Ma siamo solo alle prime fasi. Che la campagna elettorale abbia inizio.

Consiglia