La preside Figliolia: “Green pass, siamo docenti non gendarmi”

Antonio Abate

Il mondo della scuola è in subbuglio per le indicazioni del ministero su come gestire la ripresa delle lezioni in relazione alla prevenzione sul Covid. Il prossimo 15 settembre la riapertura rischia di essere una vera e propria catastrofe dal punto di vista organizzativo se non si provvederà a mettere di nuovo mano al decreto che regola il ritorno a scuola. Dalle mascherine al distanziamento, dal green pass all’utilizzo di mense e palestre, l’adozione delle misure anti-contagio stabilite dal ministero per provare a ripartire in sicurezza e per garantire la didattica in presenza saranno un carico insostenibile per i dirigenti scolastici, chiamati a vigilare su tutto. E la prova del nove sarà tra pochi giorni, il 2 settembre, quando i ragazzi saranno richiamati in aula per gli esami di riparazione. «Siamo per essere catapultati in una situazione ingestibile – accusa Barbara Figliolia, dirigente scolastico del Liceo Scientifico “Francesco Severi” di Salerno – noi dirigenti saremo costretti a controllare ogni giorno e più volte il Greenpass, i tamponi ed ogni quant’altro, un lavoro mastodontico e che andrà svolto in un lasso di tempo che avrà serie ripercussioni sull’attività didattica». Si, perché c’è da tenere conto che per quanto riguarda i docenti, questi non potranno accedere all’edificio scolastico se non cinque minuti prima della lezione. Facile intuire la tremenda confusione a cui rischia di andare incontro l’organizzazione dell’istituto. «Faccio un esempio – ci dice la professoressa Figliolia – il due settembre avremo ben settanta studenti che verranno a riparare l’anno scolastico passato ed il controllo già si preannuncia difficoltoso… Immagini con l’istituto a pieno regime: millecinquecento studenti, centodieci docenti e 30 unità tra personale amministrativo e collaboratori scolastici… Se le immagina i controlli in pochi minuti? Come faremo? Non possiamo fare pure i gendarmi!». Ma non è l’unica preoccupazione che attanaglia i dirigenti scolastici. «Le indicazioni del ministero non sono chiare, a volte anche contradditorie – sostiene la Figliolia – oltre a dover registrare al momento e su un apposito registro i vari accessi dei docenti e non sono consentite autodichiarazioni, abbiamo la questione della loro inutilizzabilità in caso di Greenpass scaduto o mancante o di tampone positivo. Non ci sono i tempi per la loro sostituzione, non abbiamo la possibilità tempestiva di poter chiamare un supplente, anche solo per attendere l’esito di un tampone. E la classe scoperta che fa? A chi la lasciamo? Nel mio istituto ci sono ragazzi grandi, pensi invece ad una scuola di primo grado, bambini piccoli, ma scherziamo? E poi, se c’è un collega no vax a chi spetta l’onere della sospensione, quale procedura? Siamo veramente nella confusione totale». Per la dirigente scolastica del Liceo Severi non si tiene conto che anche dagli studenti potrebbero esserci rischi per la continuità della didattica: «Si dice che dobbiamo fare la didattica in presenza sulla quale sono completamente d’accordo, ma se un solo alunno diventa positivo tutta la classe va in quarantena e quindi la didattica a distanza non va in soffitta ma resta ed incombe su di noi se non riusciamo in qualche maniera a rispettare tutte le prescrizioni di prevenzione». Per la Figliolia si sta creando anche una situazione che mina l’essenza della comunità scolastica: «Come nel nostro istituto, si è creato un bel clima lavorativo dove anche la più complessa problematica ha trovato sempre una soluzione condivisa. Il clima di polizia rischia di mandare all’aria i sacrifici fatti per ottenere questo equilibrio che ci ha fatto lavorare in perfetta armonia». Urge, dunque, una rimodulazione di tutto il dispositivo di controllo. «Secondo il mio parere dovrebbe essere l’Asl ad effettuare questo tipo di verifiche perché ne ha le piene competenze, magari anche grazie alla collaborazione del medico competente che ogni istituto scolastico ha nel suo organico. Noi dirigenti non potremmo mai svolgere questo lavoro da soli ed avremmo bisogno di nominare dei referenti. Noi tutti facciamo i docenti, non i poliziotti, ma la questione è che si tratta dell’ennesima responsabilità che cade sulle nostre spalle. E parliamo di responsabilità penale. Come la mettiamo poi con i contenziosi? Abbiamo troppi protocolli, note, circolari che dicono tutto ed il contrario di tutto. E’ davvero troppo».